La Fiorentina, più che il Como, deve temere sé stessa e quei cali di tensione che nel tennis si chiamano “braccino” e nel calcio diventano paura di vincere. Un limite emerso chiaramente nel pareggio interno contro il Torino, soprattutto nei minuti finali, e che non può essere tollerato in una corsa salvezza così delicata. Proprio da quegli errori deve ripartire la squadra viola, insieme al tecnico Paolo Vanoli, per ritrovare sicurezza e determinazione.

La Nazione
Nazione: “Fiorentina, devi temere sé stessa non il Como. Così si ferma Fabregas”
A Como servirà coraggio e intraprendenza: la squadra di Cesc Fàbregas propone un calcio organizzato e piacevole, ma può soffrire se aggredita sugli esterni e pressata nel terzo offensivo, come dimostrato in passato contro il Bologna al Stadio Renato Dall'Ara. Al Stadio Giuseppe Sinigaglia i viola dovranno evitare di farsi intrappolare dal palleggio lariano e dalle accelerazioni verticali dei giovani talenti come Nico Paz e Martin Baturina.
Anche la Fiorentina, però, può contare su qualità importanti, a partire da Nicolò Fagioli, centrocampista dinamico e creativo su cui Vanoli punta per fare la differenza, e da Moise Kean, chiamato a confermare i segnali di ripresa mostrati contro il Torino. Servono orgoglio, personalità e tre punti per allontanare lo spettro della retrocessione: più degli avversari, infatti, la Fiorentina deve battere le proprie paure. Lo scrive la Nazione.
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