Nelle ultime ore Paolo Vanoli si è interrogato a fondo sulla tenuta mentale della sua Fiorentina, chiamata a reagire dopo le sconfitte con Cagliari, Como e Napoli. I dubbi riguardano soprattutto la capacità della squadra di saper soffrire e di aver davvero corretto quelle amnesie difensive che sono costate punti pesanti, in attesa dell’esordio di Rugani, ancora fermo ai box. Centrale, in questo percorso, anche il confronto avvenuto negli spogliatoi con Fabio Paratici, perché la sensazione è che non tutti abbiano pienamente compreso quanto sia diventata pericolosa la posizione in classifica.

La Nazione
Nazione: “Tutti i dubbi di Vanoli in vista della sfida contro il Torino”
La “testa nel carrarmato”, evocata dal nuovo direttore sportivo, diventa così il simbolo dell’approccio richiesto per una sfida che la Fiorentina deve vincere. Il Torino arriva da un momento altrettanto complicato, con una sola vittoria nelle ultime sei partite e una difesa persino più perforata di quella viola. Proprio per questo Vanoli, dopo una settimana di lavoro incoraggiante, è pronto a rilanciare dal primo minuto Moise Kean, assente dall’undici titolare da oltre un mese e a secco di gol dal successo sulla Cremonese di inizio gennaio. Da lui passano molte delle speranze di portare a casa tre punti fondamentali.
Per il resto, l’undici anti-Torino dovrebbe ricalcare quello visto a Napoli. Davanti a De Gea agirà la difesa a quattro con Dodò e Gosens sugli esterni e Pongracic-Comuzzo al centro. In mezzo al campo Fagioli sarà ancora il regista, affiancato da Mandragora e Brescianini, mentre in attacco, oltre a Kean e al confermatissimo Gudmundsson, resta aperto il ballottaggio tra Solomon, Parisi e Harrison, con l’italiano leggermente favorito. Piccoli partirà dalla panchina, pronto a dare il suo contributo a gara in corso. Lo scrive la Nazione.
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