La Nazione sulla reazione dei dirigenti
La Fiorentina sembra essersi rilassata proprio nel momento in cui avrebbe dovuto spingere di più. (RASSEGNA VN - FIORENTINA INGUARDABILE. E ADESSO?) Dopo aver recuperato terreno su Verona e Pisa e aver agganciato il gruppo delle squadre in lotta per la salvezza, i viola hanno dato l’impressione di abbassare la tensione, come uno studente che, raggiunta la sufficienza, smette di impegnarsi. Nel frattempo il Lecce continua a vincere e ad allontanarsi, mentre la Fiorentina spreca l’ennesima occasione per fare un passo importante in classifica.
Il problema principale appare mentale. Nonostante le urla di Paolo Vanoli dalla panchina – che chiedeva più velocità e intensità – la squadra è scesa in campo in uno stato di torpore, senza energia né idee. Il gioco è stato lento e prevedibile: possesso palla sterile, pochissimi tiri in porta, difesa a tratti incerta e molti cross finiti fuori o facilmente intercettati dal portiere avversario. Anche se nel secondo tempo si è visto un lieve miglioramento, non è stato sufficiente per cambiare l’inerzia della partita.
La situazione preoccupa sempre di più, soprattutto considerando che mancano solo dieci giornate alla fine del campionato e la classifica resta quasi immutata. Il clima di tensione era evidente anche in tribuna, con i dirigenti Fabio Paratici (sguardo perso) e Alessandro Ferrari (mani fra i capelli) visibilmente preoccupati per l’andamento della squadra. La Fiorentina appare spenta e priva di slancio proprio alla vigilia dello scontro diretto di Cremona, dove sarà costretta a giocarsi una fetta decisiva della propria salvezza. Lo scrive la Nazione.