La nuova avventura della Fiorentina targata Fabio Paratici è ripartita da un gesto simbolico ma forte: un faccia a faccia con la squadra prima dell’allenamento al Viola Park. Il ds ha voluto presentarsi guardando tutti negli occhi, salutando uno a uno i giocatori e soffermandosi in particolare su quelli già incrociati nel suo percorso, da Kean, Fagioli e Rugani ai tempi della Juventus, fino a Solomon e Fortini. Un incontro pensato più per dare un segnale che per entrare nei dettagli tattici, utile a marcare subito la sua presenza e il suo stile.

La Nazione
Nazione: “Il discorso di Paratici alla squadra”. Il punto su Moise Kean
Nel discorso allo spogliatoio Paratici è stato diretto e chiaro: da qui a maggio la Fiorentina deve avere piena consapevolezza della propria dimensione e della situazione in classifica, sfruttando un calendario che offre l’occasione di cambiare passo. Concetti ribaditi anche pubblicamente, a sottolineare come l’urgenza del presente venga prima di qualsiasi discorso sul futuro. La linea è quella della concretezza, senza alibi e senza distrazioni.
Sul campo, contro il Torino, Paolo Vanoli dovrebbe confermare gran parte dell’undici visto a Napoli, con alcuni aggiustamenti: Mandragora è pronto a tornare in mezzo al campo, mentre in attacco cresce la candidatura di Kean dal primo minuto. Rugani partirà dalla panchina, ma è destinato a diventare presto un riferimento difensivo, nonostante l’esclusione dalla lista Uefa per la Conference League, insieme a Brescianini. Dentro invece i nuovi arrivati Harrison, Fabbian e Solomon, mentre in porta Lezzerini sarà il vice De Gea con il giovane Leonardelli come terzo. Lo scrive la Nazione.
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