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NAPLES, ITALY - JANUARY 31: Rolando Mandragora of ACF Fiorentina greets Stanislav Lobotka of SSC Napoli after the Serie A match between SSC Napoli and ACF Fiorentina at Stadio Diego Armando Maradona on January 31, 2026 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
Quaranta giorni per riscrivere la stagione: la Fiorentina è arrivata al momento in cui non contano più calcoli o attenuanti, ma solo i punti. Il calendario, finalmente favorevole, propone una serie di partite dal peso specifico enorme, una sorta di spareggio continuo che può dare una svolta a un campionato fin qui vissuto nei bassifondi. Dopo il ko di Napoli, messo in preventivo da Vanoli, l’attenzione è già rivolta alle prossime “battaglie”: da qui al 15 marzo sei gare decisive, quattro delle quali scontri diretti per la salvezza.
Al Franchi arriveranno Torino, Pisa e Parma, mentre in trasferta i viola saranno attesi dalle sfide con Como, Udinese e Cremonese. Un’occasione forse irripetibile per uscire dalla zona retrocessione, dove la Fiorentina staziona senza interruzioni dalla settima giornata. Anche il contesto generale alimenta un cauto ottimismo: la sconfitta del Lecce ha tenuto i salentini a un solo punto di distanza e ha contribuito ad abbassare la soglia salvezza.
Con 15 partite ancora da disputare, l’ipotesi di una quota salvezza attorno ai 30 punti appare concreta: per la Fiorentina significherebbe mantenere una media di 0,9 punti a gara, obiettivo alla portata solo invertendo il trend negativo negli scontri diretti. In questo scenario la Conference League passa inevitabilmente in secondo piano: il doppio confronto con lo Jagiellonia sarà incastrato tra gare di campionato cruciali, in particolare il derby con il Pisa. È qui, più che in Europa, che si deciderà il destino della stagione viola. Lo scrive la Nazione.
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