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La Nazione

Nazione: “Da Cassano, fino a Cristiano Ronaldo. Il peso di Paratici da dirigente”

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Nazione sul lavoro di Fabio Paratici
Redazione VN

Ventidue anni di carriera da dirigente raccontano il percorso di Fabio Paratici, partito dalla Sampdoria, tappa fondamentale per la sua crescita professionale all’interno di una struttura dirigenziale ampia e formativa. Sotto la guida di Marotta contribuì alla costruzione di una squadra brillante e competitiva, capace di valorizzare colpi intuìti come Antonio Cassano, rilanciato dopo l’esperienza al Real Madrid, e Giampaolo Pazzini, acquistato dalla Fiorentina nel 2009 e rivenduto all’Inter due anni dopo al doppio del prezzo, simbolo di un progetto tecnico ed economico vincente.

Il passaggio alla Juventus segnò un netto salto di qualità, sia sul piano manageriale sia su quello sportivo. Paratici fu protagonista di numerose operazioni di alto livello, portando in bianconero campioni come Dybala, Tevez e Vidal. Il primo capolavoro arrivò nel 2011 con l’ingaggio a parametro zero di Andrea Pirlo, destinato a diventare uno dei migliori registi della sua epoca. Sul piano gestionale, l’operazione simbolo resta però Pogba: preso dal Manchester United a zero nel 2012 e rivenduto quattro anni dopo allo stesso club per oltre 100 milioni, incarnando al massimo la sua visione strategica.

L’apice mediatico della carriera fu l’arrivo di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid per 100 milioni, un’operazione storica per la Serie A. Un percorso di successi poi segnato da ombre pesanti, dal caso plusvalenze che portò a una squalifica di trenta mesi, vissuta da Paratici con profonda amarezza, fino al coinvolgimento nell’inchiesta legata all’esame di cittadinanza di Luis Suárez. Vicende che hanno inciso sulla sua immagine pubblica, ma che rappresentano anche l’ultimo capitolo di una carriera intensa, fatta di intuizioni decisive e scelte che hanno segnato un’epoca del calcio italiano. Lo scrive la Nazione.