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Copertina Paratici e Goretti
La Fiorentina ha usato il mercato di gennaio come un vero esame di coscienza, smontando ciò che non funzionava più e certificando tre verità: la bocciatura quasi totale delle scelte estive, la volontà della proprietà di non arretrare nonostante la scomparsa di Rocco Commisso e la consapevolezza che la salvezza abbia un costo preciso, anche sul piano salariale. Il dato più emblematico è l’uscita di quattro degli otto acquisti estivi, segnale di una finestra costruita su basi fragili e ora apertamente messa in discussione.
La rivoluzione ha coinvolto molti profili, non solo i nomi principali, a conferma della scelta di voltare pagina senza mezze misure. Allo stesso tempo, la famiglia Commisso ha mandato un messaggio chiaro: in caso di permanenza in Serie A, il club si è impegnato a investire quasi 30 milioni nei riscatti obbligatori, con la possibilità di salire ulteriormente. Un segnale concreto di continuità e ambizione, dopo un’estate già chiusa con un saldo negativo importante, che smentisce qualsiasi ipotesi di disimpegno.
Il mercato invernale, firmato da Goretti con il supporto di Paratici, ha portato cinque innesti puntando su qualità e soluzioni tattiche, mantenendo però un equilibrio economico apparente. Il vero nodo resta legato ai riscatti futuri e alle ultime possibili uscite, mentre il monte ingaggi è leggermente cresciuto nonostante i risparmi ottenuti. Una crescita contenuta ma significativa, che racconta una scelta precisa: investire ora per difendere la categoria. Perché anche la salvezza, alla fine, ha un prezzo. Lo scrive la Nazione.
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