- Squadra
- Nazionali
- Calciomercato
- Statistiche
- Coppa Italia
- Social
- Comparazione Quote
- Redazione
FLORENCE, ITALY - JANUARY 11: Moise Kean of ACF Fiorentina reacts during the Serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Artemio Franchi on January 11, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Alla Fiorentina manca disperatamente Moise Kean. Non solo i suoi gol, ma proprio il suo peso specifico in campo. Dall’inizio della stagione, al netto di pochi lampi, è venuto meno il centravanti capace di trascinare la squadra, quello che lo scorso anno aveva fatto correre e sognare Firenze. Anche contro il Milan la prestazione di Kean è stata lontanissima dalle attese di tifosi e allenatore.
La sua gara si può riassumere in tanto movimento e poca sostanza: corsa continua, ma scarsa partecipazione alla manovra offensiva, poche combinazioni con Gudmundsson e il centrocampo, conclusioni imprecise. Un rendimento che lo ha fatto apparire come un attaccante qualunque, cosa che Kean non può e non deve essere. Da lui ci si aspetta la capacità di fare la differenza, di indirizzare le partite e di trascinare la squadra nei momenti decisivi.
Il problema, però, non riguarda solo Kean. Anche Piccoli, impiegato titolare contro la Lazio, ha offerto una prestazione sostanzialmente sovrapponibile. Segnale di una difficoltà strutturale nel reparto offensivo, che pesa enormemente su una Fiorentina chiamata a trovare la strada giusta verso la salvezza. Ma senza il miglior Moise, quello vero, il cammino rischia di diventare molto più complicato. Lo scrive la Nazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA