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COMO, ITALY - FEBRUARY 14: ACF Fiorentina coach Paolo Vanoli looks on during the Serie A match between Como 1907 and ACF Fiorentina at Giuseppe Sinigaglia Stadium on February 14, 2026 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Le tre vittorie precedenti avevano ogni volta illuso la Fiorentina di aver trovato la svolta: il 5-1 all’Udinese, l’1-0 nel recupero contro la Cremonese, il 2-1 di Bologna. Ma a quei successi non era mai seguita continuità.
Il 2-1 di Como, invece, ha lasciato sensazioni diverse. Non solo per i punti o per il valore dell’avversario - battuto raramente nelle ultime settimane - ma per l’immagine di squadra compatta, solida, finalmente consapevole della propria situazione. Novanta minuti con la testa “dentro il carrarmato”, come auspicato da Paratici al suo arrivo.
Difesa collettiva, sacrificio, cinismo e soprattutto maturità nel finale: proprio quei minuti che finora erano stati un boomerang (dieci punti persi nei recuperi) sono diventati il simbolo del cambio di mentalità. A Como i viola hanno saputo spezzare il ritmo, gestire il pallone e non concedere vere occasioni, anzi sfiorando anche l’1-3.
L’impatto di Paratici al Viola Park si è visto più nei fatti che nelle parole, rafforzando anche Vanoli, protagonista di una gara preparata e gestita senza errori: 4-3-3 elastico, grande sacrificio degli esterni e cambi mirati per non snaturare l’equilibrio. «Questo è lo spirito di una squadra che si vuole salvare», ha detto il tecnico, ricordando però che restano tredici finali.
La prima si chiama Pisa. Solo con continuità si potrà parlare davvero di svolta. Intanto la classifica resta corta: i viola sono a quota 21, in piena bagarre salvezza, ma con la sensazione - finalmente - di aver fatto un passo avanti vero.
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