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BOLOGNA, ITALY - JANUARY 18: Rolando Mandragora of ACF Fiorentina celebrates during the Serie A match between Bologna FC 1909 and ACF Fiorentina at Renato Dall'Ara Stadium on January 18, 2026 in Bologna, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
La Fiorentina gioca con Rocco Commisso nel cuore e il “rock” nelle gambe, abbracciando una nuova era nel segno della memoria del suo presidente. I viola onorano la partita in ogni dettaglio, mostrando identità, intensità e volontà, fino a riaprire concretamente il discorso salvezza. Dal primo minuto fino al tardivo sussulto del Bologna nel finale, la squadra resta sempre dentro il match, lucida e reattiva, concedendo solo una breve parentesi di difficoltà che non ne scalfisce la superiorità complessiva.
Il primo tempo racconta una Fiorentina bella e feroce, capace di leggere e colpire i limiti strutturali del Bologna di Italiano: una squadra sbilanciata, spesso fuori posizione e costretta a rincorrere. I viola palleggiano meglio, portano più uomini dentro al campo e dominano soprattutto a centrocampo per scelte, ritmo ed esecuzione. Ne nasce una partita a senso unico, in cui il Bologna fatica nell’uno contro uno e non riesce mai a cambiare inerzia, confermando un andamento casalingo negativo che pesa anche sulle ambizioni europee.
Gli episodi certificano quanto visto in campo: un gol annullato a Ndour per fuorigioco, uno regolare che coglie il Bologna impreparato e il raddoppio dopo un lungo check VAR che conferma la posizione di Piccoli. La Fiorentina resta sempre mentalmente e tatticamente nella partita; il Bologna, invece, sembra non entrarci mai davvero. Con poche modifiche rispetto alla gara precedente, Italiano non ottiene risposte: il primo tempo, in particolare, risulta emblematico e disarmante. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.
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