È stata una serata dai due volti, con la squadra di Vanoli meglio nel primo tempo e quella di Di Francesco nella ripresa, riacciuffando un match approcciato con troppa sufficienza e pareggiando con Tiago Gabriel la rete (bellissima) di Harrison. La Viola ha più qualità ma la differenza di valori si è assottigliata nel secondo tempo, quando il Lecce ha tirato fuori il suo spirito guerriero, indispensabile per chi deve salvarsi, e oltre al talento le manca pure un attaccante seriale.

Gazzetta dello Sport
Gazzetta: “La gara da due volti della Fiorentina di Vanoli. Un pareggio giusto”
Due gli uomini chiave: Mandragora per la Fiorentina, assistman per il vantaggio e uomo in più a centrocampo, e Gandelman nel Lecce, che entrando nella ripresa ha cambiato volto ai suoi, aggiungendo coraggio e soluzioni offensive. Di Francesco ha sorpreso lasciando inizialmente l'israeliano e Banda (non al top) in panchina e lanciando N'Dri terzino sinistro (prima da titolare), con Ngom in mezzo al campo: il suo 4-4-1-1 prevedeva Coulibaly a supporto di Cheddira, arrivato a gennaio e ancora a zero gol col Lecce, e lo sviluppo del gioco quasi esclusivamente sulle fasce, in particolare a destra sull'asse Veiga-Pierotti.
Da li infatti sono arrivati i primi affondi, costringendo Fagioli a esibirsi in un salvataggio sulla linea sul colpo di testa di Cheddira dopo 17 minuti La Viola nel frattempo era rimasta orfana di Gosens, sostituito da Balbo, perdendo spinta ma guadagnando in copertura dalla parte più esposta ai rischi. De Gea e compagni hanno meno ansia e più soluzioni, oltre che una maggiore dose di talento: nel camaleontico 4-1-4-1 Gudmundsson in fase di costruzione si accentra e lascia la corsia di sinistra a Ndour. La squadra attacca con quattro uomini fissi (Gud, Ndour, Harrison e Piccoli) più Dodo e Mandragora.
Dopo aver provato per un po' a sfondare per vie centrali, la Viola trova il vantaggio alla mezz'ora quando capisce che deve allargare il gioco: lancio di Fagioli per Piccoli, sponda del centravanti per Mandragora che serve Harrison dentro l'area e sinistro a giro disegnato col compasso dell'inglese, al primo gol in A. Poco prima la Fiorentina aveva calciato per la prima volta in porta con Mandragora, sempre affondando a destra, e poco dopo ha sfiorato il raddoppio con un'altra azione manovrata targata Rolando, sempre troppo solo perché Ngom è in marcatura su Fagioli: palla rubata a Coulibaly, combinazione Harrison-Dodo e bel cross del brasiliano su cui Piccoli non è arrıvato. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.
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