La Gazzetta dello Sport analizza così la reazione della Fiorentina nella gara di ieri. A prendere per mano i compagni è Mandragora, uno che c'era all'inizio della moderna storia continentale della Viola. Si guadagna lui il rigore - fallo di Canvot - trasformato con tranquillità da Gudmundsson alla mezzora del primo tempo, ed è lui a prendersi la regia nella ripresa, quando Fagioli è sostituito da Ndour. Proprio l'azzurrino accende il Franchi a inizio ripresa con un destro radente all'angolino: Fiorentina avanti.

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Gazzetta: “Gud e Solomon stremati. Harrison, Piccoli e il simbolo della resa”
Il Palace si spaventa. Lucra secondi ogni volta che il gioco è fermo. In più, Glasner ha perso presto per infortunio Wharton, il ragazzo che chiama i tempi di gioco, Lacroix, il leader difensivo; e il centravanti Mateta, fuori dopo 45'. E allora niente più pressing avanzato né ripartenze ma solo protezione dell'area.
Chili e centimetri diventano un muro per la Viola, che accusa con il passare dei minuti l'alta intensità della partita. Gud e Solomon escono stremati, al loro posto Fabbian e Fazzini (con Balbo e Kouadio per Gosens e l'incertissimo Comuzzo), ma così la qualità del gioco precipita. Dalla trequarti spariscono le idee, l'ultimo debole colpo di testa di Piccoli su cross di Harrison è il simbolo della resa. Addio Europa, ora la salvezza.
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