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La Nazione

Fiorentina, quanti finali horror: adesso non si scherza più

Redazione VN
Quanti punti persi nel finale

Se le partite di Serie A si fermassero all’85’, la Fiorentina avrebbe oggi tutt’altra classifica: 23 punti, nove in più di quelli attuali, un undicesimo posto condiviso con Sassuolo e Torino e un margine rassicurante sulla zona retrocessione. Non sarebbe ancora la dimensione di un club ambizioso, ma renderebbe l’idea di quanto i minuti finali abbiano inciso negativamente sulla stagione viola. È proprio quando il traguardo sembra vicino che la squadra tende a smarrirsi, come se venisse meno la percezione del pericolo.

L’ultima settimana è stata l’ennesima conferma di un copione che si ripete. Il rigore di Pedro al 95’ contro la Lazio e il gol di Nkunku al 90’ contro il Milan hanno trasformato sei punti potenziali in appena due. Un problema che attraversa tutta la stagione e non è legato a un singolo allenatore: con Pioli sono arrivati tre gol subiti oltre l’85’ (contro Cagliari, Como e Milan), con Galloppa la beffa europea all’85’ contro il Mainz, con Vanoli quella di Orban al 93’ col Verona, prima delle nuove delusioni recenti. Tre tecnici diversi, stesso difetto strutturale.

Eppure, il paradosso è che la Fiorentina è cresciuta sotto molti aspetti, ed è proprio per questo che il nodo dei finali pesa ancora di più, dando l’impressione di essere soprattutto mentale. Ora però il tempo delle analisi sta finendo: il calendario propone Bologna in trasferta, lo scontro diretto con il Cagliari al Franchi, il Napoli e nel mezzo il debutto in Coppa Italia contro il Como. La Fiorentina ha già lasciato il terzultimo posto, ma per completare la risalita verso la salvezza non può più permettersi errori. Imparare a gestire i finali potrebbe essere il primo, decisivo passo. Lo scrive la Nazione.