La frase «ormai ho 25 anni e non ho più tempo da perdere», pronunciata da Nicolò Fagioli dopo la sconfitta contro lo Jagiellonia, non guarda al passato ma al futuro. In quelle parole c’è la consapevolezza di poter essere il leader tecnico ed emotivo della Fiorentina nella corsa salvezza, obiettivo obbligato della stagione. Il gol dell’1-3 in Conference League, decisivo per rimettere la squadra di Paolo Vanoli sulla strada degli ottavi, certifica un ruolo centrale ormai assunto dal centrocampista viola, che affianca al sogno della Nazionale la priorità di trascinare il club fuori dalle difficoltà.

Corriere dello Sport
CorSport: “La rinascita di Fagioli in 2 mesi. E adesso aspetta Gattuso”
La svolta di Fagioli ha una data precisa: 14 dicembre, al Franchi contro il Verona. In una Fiorentina ultima in classifica e reduce da tre sconfitte consecutive, quella partita segna l’inizio di una crescita costante. Da allora l’ex Juventus non sbaglia più una prestazione, diventando un punto fermo: sempre titolare contro avversarie come Udinese, Parma, Cremonese, Lazio, Milan e Pisa, con cambi ridotti al minimo e spesso accompagnati dalla standing ovation del pubblico. Vanoli non rinuncia più al suo numero 44, affidandosi a lui per uscire dall’incubo.
Tecnica, visione e personalità hanno trasformato Fagioli in un giocatore totale, capace di unire assist e gol pesanti. Oltre alla rete in Conference, spicca il vantaggio segnato al Stadio Giuseppe Sinigaglia contro il Como, nato dalla sua determinazione nel recuperare palla al limite dell’area. Due mesi prima non sarebbe stato lì, oggi sì: chiede il pallone, si prende responsabilità e vuole incidere. Per salvare la Fiorentina e per dimostrare che, a 25 anni, il tempo delle attese è finito. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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