Riccardo Braschi rappresenta una nuova speranza per la Fiorentina: giovane, cresciuto nel vivaio e profondamente legato ai colori viola, incarna il sogno di chi non ha vissuto i grandi successi del passato ma vuole costruirne di nuovi. All’Olimpico, nella sua prima vera notte in Serie A, è stato uno dei pochi segnali positivi: un palo colpito al primo pallone toccato e tanta personalità, tanto da emergere come una piccola luce in una serata difficile per la squadra.

Corriere dello Sport
CorSport: “Braschi non fa rimpiangere Gudmundsson. L’arma in più di Vanoli”
Inserito da Paolo Vanoli nella ripresa al posto di Albert Gudmundsson, Braschi ha subito inciso con un’azione pericolosa, dimostrando coraggio e qualità. Il tecnico ha invitato a non mettergli pressione, ma è evidente che il ragazzo possa rappresentare un’arma importante nelle ultime partite, anche considerando l’emergenza offensiva. I suoi numeri con la Primavera — 17 gol e 5 assist — confermano un talento già concreto.
Fiorentino doc, con un forte legame emotivo al club (testimoniato anche dalla presenza in curva Fiesole da tifoso), Braschi è il simbolo di una possibile ripartenza. Dopo tutta la trafila nelle giovanili e il debutto europeo contro il Rakow, ora ha bisogno di continuità per crescere. La società, una volta raggiunta la salvezza, dovrà programmare il futuro anche partendo da profili come il suo: giovani cresciuti in casa e pronti a diventare protagonisti. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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