Alla Fiorentina continua a mancare soprattutto Moise Kean, figura centrale per peso tecnico ed emotivo, al di là dell’aspetto economico legato al rinnovo e alla clausola rescissoria. Il confronto con la scorsa stagione è impietoso: dagli 11 gol del girone d’andata 2024-25 si è passati a 5 reti dopo 19 giornate, nonostante oltre 1.500 minuti giocati. Kean resta decisivo a tratti, come nel gol vittoria contro la Cremonese che ha aperto la recente striscia positiva, ma il suo rendimento complessivo è lontano dai livelli abituali.

Corriere dello Sport
CorSport: “Adesso manca solo Kean. E al VP c’è un particolare ottimismo”
Le singole fiammate, però, non bastano. Neppure prestazioni come la doppietta all’Udinese spiegano fino in fondo l’assenza del “vero” Kean, quello capace di trascinare la squadra oltre ai gol. Oggi fatica di più a liberarsi dei marcatori, si innervosisce per la durezza degli avversari e per una tutela arbitrale percepita come insufficiente, e soprattutto non riesce a trasformare le occasioni in reti come accadeva un anno fa. La differenza è tutta lì: prima le chance diventavano gol, ora restano spesso incompiute.
Eppure, proprio qui nasce l’ottimismo del Viola Park. Se la Fiorentina di Pioli prima e di Vanoli poi ha iniziato una risalita pur senza il miglior Kean, un suo cambio di passo potrebbe dare un impulso decisivo alla classifica. Nonostante gli interessamenti dall’estero, come quello del Galatasaray, il club ha scelto di puntare forte su di lui. La missione della Fiorentina passa anche dalle sue spalle: Kean ha il ruolo e la responsabilità per esserne il protagonista. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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