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CorFio: “Paratici, se il buongiorno si vede dal mattino pare avere idee chiare”
Fabio Paratici inizia la sua avventura alla Fiorentina con idee chiare e una priorità non negoziabile: la salvezza. In attesa di scoprire nel dettaglio il suo metodo di lavoro, il nuovo direttore sportivo ribadisce che tutto passa dai risultati immediati sul campo. La conferenza di presentazione scorre senza scosse, ma lascia intravedere una linea precisa: guardare al futuro senza perdere di vista l’urgenza del presente, perché le prossime partite saranno decisive per il destino viola.
Dopo l’esperienza maturata tra Sampdoria, Juventus e soprattutto Tottenham, Paratici porta a Firenze un bagaglio internazionale fatto di nuove competenze e di una visione moderna del calcio, paragonato per impatto globale alla Nba. È pronto ad applicare un sistema costruito nel tempo, affiancato da collaboratori fidati e con piena autonomia nell’area sportiva, pur senza un contatto diretto con la proprietà. La sua idea di rivoluzione è divisa in due fasi: prima allontanarsi dalla zona retrocessione, poi rilanciare il club su scala internazionale, perché – sottolinea – la Fiorentina non vale la Serie B.
Convinto della scelta fatta, Paratici parla di una decisione coraggiosa ma ponderata, fondata sulla solidità della proprietà, sulle infrastrutture e sul valore globale della città e dei tifosi. Accetta la realtà di una squadra partita con soli sei punti e invita tutti a “mettere la testa nel carrarmato” fino al 24 maggio, con cattiveria e concentrazione. Non teme critiche né pressioni, anzi le considera uno stimolo, e chiarisce che ora non è tempo di mercato ma di restare sul pezzo. Centrale, infine, il ruolo dell’allenatore Vanoli, definito il “re leone” dello spogliatoio: la società può supportare, ma la differenza la farà la volontà totale di ottenere il risultato. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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