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Sandrelli: “Grosso? La scelta spiegherà la direzione del club”
La Fiorentina si avvicina alla sfida di domani con il Sassuolo in un clima sospeso tra prudenza e riflessioni sul futuro. Ma, come spesso accade in questo finale di stagione, il campo lascia spazio alle discussioni più ampie, soprattutto sul nome che sta animando il dibattito attorno alla panchina viola: quello di Fabio Grosso.
Nel corso del suo intervento a Radio Bruno, il giornalista Massimo Sandrelli ha analizzato con grande lucidità il tema, partendo proprio dall’impatto mediatico del possibile arrivo dell’ex campione del mondo. “Si parla tanto di Grosso, ma più che della partita si parla dell’allenatore avversario”.
Il punto centrale, secondo il giornalista, è il valore simbolico delle scelte tecniche: “Per scaldare la fantasia dei tifosi serve suggestione, e la suggestione viene dal nome, dal curriculum, dal passato. Fabio Grosso è un eroe del Mondiale, ma come allenatore non ha ancora un pedigree tale da accendere davvero i cuori”.
Sandrelli ha poi evidenziato come il possibile cambio in panchina sia anche una lettura della direzione societaria: “Se prendi un allenatore importante significa che hai ambizione. Se ne scegli uno meno esperto, vuol dire che magari l’orizzonte è diverso”.
Non manca però un passaggio dedicato all’attuale gestione tecnica guidata da Paolo Vanoli, su cui Sandrelli mantiene una posizione equilibrata: “Mi dispiace sempre parlare di Vanoli come di un peso. Ha tolto la squadra da una situazione difficile, questo è un dato di fatto. Però il gioco, a tratti, è mancato”.
Il giornalista ha poi allargato il discorso alla natura stessa del calcio, sottolineando quanto sia difficile pianificare in un contesto dominato da variabili imprevedibili: “Il calcio non è matematica. È una combinazione di fattori, fortuna, episodi, emozioni. E spesso sono le partite a cambiare completamente la percezione di una stagione”.
Un concetto che si riflette anche sulle valutazioni individuali, oggi più complicate che mai. Tra i nomi citati c’è quello di Roberto Piccoli, attaccante ancora tutto da decifrare nel contesto viola. “È un buon giocatore, ha fisicità e rapidità di tiro, ma non è ancora un centravanti completo”.
Infine, il giornalista ha posto l’accento su un aspetto spesso sottovalutato: la costruzione del progetto. “Tutto parte dall’allenatore. Poi attorno costruisci la squadra. Ma senza una visione chiara, rischi di giudicare male anche i singoli”.
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