La salvezza è a un passo, ma l’ambiente resta sospeso tra sollievo e riflessione sul futuro. Nel corso dell’intervento a Radio Bruno, Gianfranco Monti ha analizzato senza filtri il momento della Fiorentina, tra il presente da mettere in sicurezza e le scelte strategiche che segneranno la prossima stagione.

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Monti: “Ora mi aspetto qualcosa da Fazzini, ha i colpi! Grosso? Vi dico la mia”
L’umore è quello di chi vede finalmente uno spiraglio dopo mesi complicati, ma senza lasciarsi andare a facili entusiasmi. “Ce lo meritiamo, ce lo meritiamo davvero, tirare un po’ il fiato, avere un po’ di ossigeno, perché è stata un’annata molto difficile. Lo è ancora, perché non è matematico”, ha spiegato Monti, sottolineando come basti “mettere in cascina ancora un paio di punti” per chiudere definitivamente il discorso salvezza. E poi, solo poi, si potrà davvero pensare a staccare la spina: “Se arrivi con undici punti di vantaggio, allora sì, vai al mare e te la godi davvero”.
Nonostante il traguardo ormai vicino, il focus si sposta inevitabilmente sul futuro, a partire dalla panchina. Il nome di Fabio Grosso è uno di quelli più caldi, ma Monti invita alla cautela: “Mi piace, è bravo, il Sassuolo gioca bene. Però forse un allenatore più navigato mi darebbe qualcosa in più”.
Il tema allenatore si lega inevitabilmente a quello della rosa e delle valutazioni sui singoli, un esercizio che Monti definisce estremamente complicato dopo una stagione così discontinua. “Giudicare i giocatori quest’anno è difficilissimo. È stata una stagione allucinante. Può darsi che l’anno prossimo un giocatore faccia 15 gol e cambi completamente percezione. Fatto sta che in queste ultime partite mi aspetto di più da Gudmundsson, Piccoli e Fazzini. So con certezza che l'ex Empoli ha colpi importanti. Non ha mai giocato nel suo ruolo ideale questa stagione”.
Particolarmente delicato il discorso legato a Moise Kean, su cui restano dubbi legati sia alle condizioni fisiche che alla motivazione. “Io lo terrei, ma non basta più. Serve qualcuno che quando lo metti in campo faccia il suo”, ha detto Monti, evidenziando come la Fiorentina abbia bisogno di certezze offensive più solide. Allo stesso tempo, ha espresso rammarico per la situazione di Piccoli, spesso costretto a giocare in condizioni non ottimali: “Le infiltrazioni non sono un dettaglio. Se giochi così, il problema si aggrava”.
Da qui nasce una critica più ampia alla gestione della comunicazione societaria, considerata poco chiara. “Un po’ più di trasparenza aiuterebbe tutti: il giocatore, l’ambiente, i tifosi. Anche solo far filtrare qualche informazione aiuterebbe a capire meglio certe situazioni”.
Infine, il nodo centrale resta quello del progetto tecnico. Monti non nasconde gratitudine per il lavoro svolto da Paolo Vanoli, capace di risollevare una squadra in piena crisi: “Ci ha tolto dalla paura della Serie B, in maniera netta”. Tuttavia, il limite resta evidente: “Il gioco è sempre un po’ mancato. Se devo salvarmi va bene anche vincere male, ma se devo costruire il futuro voglio vedere calcio”.
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