Walter Sabatini e la Fiorentina: una storia che parte da lontano e che, ancora oggi, continua a vibrare di emozioni. Ospite di “A Pranzo con il Pentasport” su Radio Bruno, il direttore sportivo ha raccontato un retroscena che profuma di nostalgia e rimpianto.

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Sabatini: “I risultati di oggi rendono onore a Pradè. Chi consiglio? Non ve lo dico”
“Quando ero piccolo fui invitato dalla Fiorentina per un provino. Giocavo nei dilettanti. Era la Fiorentina di De Sisti, Merlo, Chiarugi. Mettere piede nel Comunale era veramente emozionante”, ha ricordato Sabatini.
“La Fiorentina mi voleva, ma voleva pagarmi meno rispetto a quanto voleva. Alla fine non si è fatto nulla. Ma resta un legame che mi lega in qualche modo a questo club. È stata sempre un po’ nel mio immaginario. È come un conto da regolare”.
Dirigenza promossa
—Sabatini ha elogiato la struttura societaria della Fiorentina, sottolineando la capacità di resistere alle turbolenze.
“A livello dirigenziale, mi avrebbe intrigato la Fiorentina. Nel caos mi diverto. I dirigenti viola, Ferrari e Goretti, sono stati bravi a rimanere cauti nonostante il momento difficile”.
Un riconoscimento che si allarga anche a Daniele Pradè: “I risultati di oggi rendono onore al lavoro di Pradè. Il suo lavoro non è stato così sbagliato”.
E su Goretti, Sabatini non ha dubbi: “Lo conosco da quando era bambino. Ha fatto tanta gavetta e lavorato con presidenti difficili. Farà benissimo. Mettere a posto le squadre vuol dire non solo prendere giocatori, ma anche sistemare spogliatoio e dinamiche”.
Pioli, De Gea e la rinascita dell’ambiente
—L’analisi di Sabatini tocca anche la panchina e il momento emotivo della squadra.
“Pioli è un allenatore magnifico. Non mi aspettavo il flop alla Fiorentina. I risultati negativi sono un virus che contagia tutto l’ambiente, guardate De Gea”.
Ma secondo Sabatini la Viola ha reagito: “Adesso è tornato. Dargli la fascia da capitano è stata una grande idea”.
L’effetto Paratici
—Uno dei passaggi più forti dell’intervento riguarda l’arrivo di Fabio Paratici.
“Il suo arrivo è una scelta fantastica. Dovrà diventare il front-man della Fiorentina. Con Paratici si pianteranno i gomiti sul tavolo a livello internazionale. Non si accontenta mai”.
Fagioli e Gudmundsson ritrovati
—Sul campo, Sabatini ha notato una crescita chiara di alcuni elementi chiave. “Fagioli prima era confuso. In quel ruolo non si può giocare con confusione, ma con razionalità”.
Stesso discorso per Gudmundsson: “Al Genoa determinava. Giocare sottotono alla Fiorentina mi dava molto fastidio. Adesso si è ripristinata la normalità”.
La Fiorentina nella lotta salvezza
—Sabatini non ha nascosto come vede il momento sportivo della squadra.
“Adesso è in lotta per la salvezza. Prima era condannata. Le squadre lì sono allenate e attrezzate per queste situazioni”.
Il profilo ideale per la Viola
—Sabatini non fa nomi, ma l’identikit è chiarissimo. “Non dirò mai chi consiglierei. Io sono per i giocatori che abbiano voglia di gioco oltre che qualità. Giocatori che corrono tanto e bene. Io sono sempre alla ricerca del nuovo Nainggolan. Servono giocatori così nel calcio di oggi”.
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