Alessandro Noselli, ex attaccante del Sassuolo e con un passato anche negli Stati Uniti ai New York Cosmos, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per analizzare il momento della Fiorentina e la sfida di domani contro il Sassuolo, offrendo anche uno sguardo più ampio tra campo, società e prospettive future.

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Noselli: “Rocco Commisso un visionario. Calcio di oggi? Tutto troppo presto”
Il discorso si apre inevitabilmente sulla stagione viola, che secondo Noselli ha trovato un suo equilibrio soltanto nel finale: “Alla lunga la Fiorentina doveva per forza salvarsi. La rosa ha qualità, non poteva restare lì sotto. È giusto che una piazza come Firenze stia in Serie A e competa stabilmente a questi livelli”.
L’ex attaccante ha poi analizzato le radici della stagione complicata, puntando il dito su una partenza fragile a livello societario e organizzativo: “Quando inizi con qualche incertezza, tutto diventa più difficile. Se non parti bene, poi recuperare è complicato, soprattutto se non sei abituato a stare in certe zone di classifica”.
Non è mancato un passaggio dedicato alla figura del presidente Rocco Commisso, scomparso di recente. Noselli ne ha tracciato un ricordo personale e rispettoso: “Era un uomo visionario, che voleva fare le cose in grande e portare in Italia una mentalità diversa. Ha trovato difficoltà, come tanti, ma il suo intento era chiaro: migliorare la Fiorentina e darle stabilità”.
Parlando del presente e del futuro, l’ex attaccante ha aperto anche una riflessione sul possibile nuovo corso tecnico, soffermandosi su Fabio Grosso, nome spesso accostato alla panchina viola: “È un allenatore preparato, ha idee chiare e sta facendo bene. Non è ancora un tecnico di primissimo livello per curriculum, ma in prospettiva può crescere molto. Dipende sempre dal progetto che una società vuole costruire”.
Noselli ha poi spostato l’attenzione sulla sfida di domani contro il Sassuolo, sottolineando la natura della gara: “Sarà una partita aperta. Il Sassuolo ha una mentalità offensiva, vuole sempre giocare e costruire. La Fiorentina, invece, arriva con la testa più libera rispetto a qualche mese fa, e questo può incidere positivamente”.
Un pensiero finale è stato dedicato anche all’evoluzione del calcio moderno, soprattutto sul tema dei giovani e delle valutazioni economiche: “Oggi si dà tutto troppo presto. Una volta servivano anni per arrivare a certi livelli, adesso basta una buona stagione per essere già considerati top player. Questo crea aspettative alte e, a volte, non reali”.
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