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Calvarese: “Commisso un gigante a livello umano. Vi spiego la partita di Doveri”

Redazione VN
Le parole dell'ex arbitro, Gianpaolo Calvarese, sulla scomparsa di Commisso e la partita diretta da Doveri ieri pomeriggio a Bologna

Gianpaolo Calvarese, ex arbitro di Serie A, è intervenuto ai microfoni di Italia7, al programma "30° minuto". Ecco le sue parole:

Un ricordo di Commisso? Era una persona vulcanica ma anche molto umana. Ho avuto a che farci diverse volte, alcuni belli e altri meno a livello sportivo. Lui si arrabbiava anche con il Pradè di turno quando mi tirava le orecchie. Gli interessava poco l'arbitraggio, pensava solo allo sport, quello vero. Ci potevi parlare di tutto. Era una persona di grande spessore, di altissimo livello. Ci sono rimasto veramente malissimo. Sia lui che Joe Barone erano veramente speciali. Penso che il calcio italiano abbia perso un pezzo importante. Si trovano poche persone con un livello umano con il suo. Sono triste, lo dico con il cuore.

Sul Viola Park

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Sulla burocrazia italiana lui all'inizio è rimasto veramente esterrefatto. Non accettava un percorso così tortuoso. Era abituato a burocrazie diverse. Poi però non ha mollato e ha fatto qualcosa di unico. Il Viola Park è stato la ciliegina sulla torta. Fare il presidente della Fiorentina, che è una società importante, non è semplice.

Sulla partita diretta da Doveri (Bologna-Fiorentina)

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Arbitra alla sua maniera, fischia pochissimo. Magari manca qualche giallo, ma questo è il suo modo di gestire le partite. Io credo che, e questo manca, l'arbitraggio non è solo conoscere il regolamento. Chi arriva in Serie A, ma soprattutto chi fa la differenza, deve conoscere varie dinamiche ulteriori. La partita non si gestisce con il regolamento in mano. Ieri ha arbitrato bene. Fare così è un rischio, sia ben chiaro. E quando vai a vedere la fine della partita lo si capisce. L'intervento di Comuzzo su Castro non è mai rigore, l'ho già visto in diverse situazioni. L'attaccante del Bologna allarga la gamba, ma sono contatti che ci sono sempre. La gente oggi vuole rigori importanti, che si alzi l'asticella tecnica, soprattutto in queste situazioni. Il rigore deve essere una cosa oggettiva e deve esserci solo per cose chiare, perché si tratta di un'occasione importante.