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Calori: “Grosso? Grande nome non vuol dire successo. Una cosa fa la differenza oggi”

Matteo Torniai Redattore 
Intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, l’ex difensore Alessandro Calori ha analizzato la stagione della Fiorentina

Il commento di Alessandro Calori:

“All’inizio sembrava una squadra smarrita”

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Calori ha descritto l’annata viola come un percorso tutt’altro che lineare:

“Seguendo diverse partite mi sono fatto un’idea abbastanza chiara. All’inizio la squadra sembrava quasi sotto shock, come se non riuscisse a trovare la propria identità. C’era una sorta di depressione sportiva, non si riusciva a venire a capo delle difficoltà e per lunghi tratti non sembrava neppure una squadra vera e propria”.

Secondo l’ex difensore, però, il merito della Fiorentina è stato quello di reagire:

“La cosa positiva è che il gruppo è riuscito a recuperare. Vanoli è stato bravo a trovare la soluzione giusta, a dare sicurezza ai giocatori e a trasmettere certezze. Con il passare delle settimane la squadra è cresciuta e ha ripreso il valore che realmente possedeva. Per qualità non poteva certo occupare le posizioni basse della classifica”.

“Gudmundsson è stata la delusione più grande”

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Tra i singoli, Calori non nasconde la sua delusione per il rendimento di Albert Gudmundsson:

“Se devo indicare un giocatore da cui mi aspettavo molto di più, dico Gudmundsson. Al Genoa avevamo visto un calciatore determinante, capace di fare la differenza. A Firenze, invece, è sembrato quasi un altro giocatore. Non è mai riuscito a interpretare il ruolo e le aspettative che tutti avevano nei suoi confronti”.

Al contrario, il giudizio su Nicolò Fagioli è decisamente più positivo:

“Nella seconda parte della stagione è cresciuto tantissimo. È diventato un punto di riferimento nella costruzione offensiva, un giocatore capace di trovare il passaggio decisivo e di dare qualità alla manovra”.

“Parisi ha dato un contributo importante”

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Calori ha poi evidenziato il rendimento di Fabiano Parisi, spesso adattato in posizioni diverse rispetto a quelle naturali:

Parisi ha dato una grande mano alla squadra. È un ragazzo disponibile, che non si arrende mai. Anche quando è stato impiegato fuori ruolo ha interpretato il compito con grande applicazione e spirito di sacrificio. Questo è un aspetto molto importante”.

“Grosso è cresciuto molto, ha idee e personalità”

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Passando al futuro della panchina viola, Calori ha espresso un giudizio favorevole su Fabio Grosso:

“In questi anni è cresciuto molto. Ha accumulato esperienze positive e meno positive, ma proprio questo percorso lo ha aiutato a maturare come allenatore. Ha valorizzato diversi giocatori e soprattutto ha sempre dato un’identità precisa alle sue squadre”.

L’ex difensore apprezza anche il profilo umano del tecnico:

“È una persona equilibrata, sia nei comportamenti che nelle dichiarazioni. Ha idee chiare e una propria filosofia di calcio. Mi piace molto come figura professionale e credo che abbia ancora ampi margini di crescita”.

“Il grande nome non è sempre sinonimo di successo”

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Calori invita però a non valutare una scelta soltanto in base alla notorietà dell’allenatore:

“Spesso si pensa che il grande nome sia automaticamente una garanzia, ma il calcio dimostra il contrario. Anche situazioni accolte inizialmente con entusiasmo possono poi non produrre i risultati sperati. Bisogna guardare soprattutto alla compatibilità tra allenatore, squadra e progetto”.

Secondo lui, il compito principale di un tecnico moderno è valorizzare i calciatori:

“La vera differenza oggi la fa l’allenatore che riesce a esaltare le caratteristiche dei propri giocatori. Far crescere e valorizzare il materiale umano che hai a disposizione è probabilmente l’aspetto più importante”.

“Paratici ha esperienza e competenze enormi”

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Parole di stima anche per Fabio Paratici, chiamato a guidare la ricostruzione viola:

“Paratici ha alle spalle un percorso straordinario. È stato uno dei migliori osservatori del calcio italiano, ha lavorato a lungo con Marotta e possiede un bagaglio di esperienza enorme. Ha competenze e conoscenze che pochi dirigenti possono vantare”.

Per Calori la società ha fatto una scelta importante:

“Affidargli un contratto lungo significa dargli fiducia e responsabilità. Adesso spetta a lui individuare gli uomini giusti per costruire il futuro della Fiorentina”.

“Firenze può infiammarsi facilmente”

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Infine una riflessione sulla piazza viola:

“Firenze è una realtà particolare. È una piazza passionale, esigente e molto critica, fa parte della cultura toscana. Qualunque scelta viene analizzata e discussa, ma se trovi le persone giuste e la direzione corretta può diventare una delle piazze più coinvolgenti d’Italia”.

E conclude con fiducia:

“Tra il Viola Park, il nuovo stadio e il progetto societario si vede che esiste una visione. Bisogna continuare a investire sulle persone giuste, sui valori umani oltre che sulle qualità tecniche. Se questo percorso verrà portato avanti con coerenza, la Fiorentina potrà togliersi delle soddisfazioni importanti nei prossimi anni”.