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SASSUOLO, ITALY - MAY 03: Fabio Grosso, Head Coach of US Sassuolo reacts during the Serie A match between US Sassuolo Calcio and AC Milan at Mapei Stadium Citta del Tricolore on May 03, 2026 in Sassuolo, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)
Il commento di Alessandro Calori:
Calori ha descritto l’annata viola come un percorso tutt’altro che lineare:
“Seguendo diverse partite mi sono fatto un’idea abbastanza chiara. All’inizio la squadra sembrava quasi sotto shock, come se non riuscisse a trovare la propria identità. C’era una sorta di depressione sportiva, non si riusciva a venire a capo delle difficoltà e per lunghi tratti non sembrava neppure una squadra vera e propria”.
Secondo l’ex difensore, però, il merito della Fiorentina è stato quello di reagire:
“La cosa positiva è che il gruppo è riuscito a recuperare. Vanoli è stato bravo a trovare la soluzione giusta, a dare sicurezza ai giocatori e a trasmettere certezze. Con il passare delle settimane la squadra è cresciuta e ha ripreso il valore che realmente possedeva. Per qualità non poteva certo occupare le posizioni basse della classifica”.
Tra i singoli, Calori non nasconde la sua delusione per il rendimento di Albert Gudmundsson:
“Se devo indicare un giocatore da cui mi aspettavo molto di più, dico Gudmundsson. Al Genoa avevamo visto un calciatore determinante, capace di fare la differenza. A Firenze, invece, è sembrato quasi un altro giocatore. Non è mai riuscito a interpretare il ruolo e le aspettative che tutti avevano nei suoi confronti”.
Al contrario, il giudizio su Nicolò Fagioli è decisamente più positivo:
“Nella seconda parte della stagione è cresciuto tantissimo. È diventato un punto di riferimento nella costruzione offensiva, un giocatore capace di trovare il passaggio decisivo e di dare qualità alla manovra”.
Calori ha poi evidenziato il rendimento di Fabiano Parisi, spesso adattato in posizioni diverse rispetto a quelle naturali:
“Parisi ha dato una grande mano alla squadra. È un ragazzo disponibile, che non si arrende mai. Anche quando è stato impiegato fuori ruolo ha interpretato il compito con grande applicazione e spirito di sacrificio. Questo è un aspetto molto importante”.
Passando al futuro della panchina viola, Calori ha espresso un giudizio favorevole su Fabio Grosso:
“In questi anni è cresciuto molto. Ha accumulato esperienze positive e meno positive, ma proprio questo percorso lo ha aiutato a maturare come allenatore. Ha valorizzato diversi giocatori e soprattutto ha sempre dato un’identità precisa alle sue squadre”.
L’ex difensore apprezza anche il profilo umano del tecnico:
“È una persona equilibrata, sia nei comportamenti che nelle dichiarazioni. Ha idee chiare e una propria filosofia di calcio. Mi piace molto come figura professionale e credo che abbia ancora ampi margini di crescita”.
Calori invita però a non valutare una scelta soltanto in base alla notorietà dell’allenatore:
“Spesso si pensa che il grande nome sia automaticamente una garanzia, ma il calcio dimostra il contrario. Anche situazioni accolte inizialmente con entusiasmo possono poi non produrre i risultati sperati. Bisogna guardare soprattutto alla compatibilità tra allenatore, squadra e progetto”.
Secondo lui, il compito principale di un tecnico moderno è valorizzare i calciatori:
“La vera differenza oggi la fa l’allenatore che riesce a esaltare le caratteristiche dei propri giocatori. Far crescere e valorizzare il materiale umano che hai a disposizione è probabilmente l’aspetto più importante”.
Parole di stima anche per Fabio Paratici, chiamato a guidare la ricostruzione viola:
“Paratici ha alle spalle un percorso straordinario. È stato uno dei migliori osservatori del calcio italiano, ha lavorato a lungo con Marotta e possiede un bagaglio di esperienza enorme. Ha competenze e conoscenze che pochi dirigenti possono vantare”.
Per Calori la società ha fatto una scelta importante:
“Affidargli un contratto lungo significa dargli fiducia e responsabilità. Adesso spetta a lui individuare gli uomini giusti per costruire il futuro della Fiorentina”.
Infine una riflessione sulla piazza viola:
“Firenze è una realtà particolare. È una piazza passionale, esigente e molto critica, fa parte della cultura toscana. Qualunque scelta viene analizzata e discussa, ma se trovi le persone giuste e la direzione corretta può diventare una delle piazze più coinvolgenti d’Italia”.
E conclude con fiducia:
“Tra il Viola Park, il nuovo stadio e il progetto societario si vede che esiste una visione. Bisogna continuare a investire sulle persone giuste, sui valori umani oltre che sulle qualità tecniche. Se questo percorso verrà portato avanti con coerenza, la Fiorentina potrà togliersi delle soddisfazioni importanti nei prossimi anni”.
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