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news viola
Bocci: “Progetti? Mi fanno sorridere. Grosso un’ottima scelta per un motivo”
Nel pieno delle riflessioni sul futuro della panchina viola, le parole di Alessandro Bocci al Pentasport di Radio Bruno fotografano con precisione il momento che sta vivendo la Fiorentina. Un momento di transizione, di dubbi ma anche di possibili svolte, con il nome di Fabio Grosso sempre più vicino alla panchina gigliata e con il futuro di Paolo Vanoli ancora formalmente in sospeso.
Secondo Bocci, ormai la direzione intrapresa dalla società sembra piuttosto chiara:
“Io onestamente credo poco alle opzioni, al paio di carte nascoste, a sorpresa per la Fiorentina. Non è che non ci credo, ma sarei sorpreso, diciamo così, se l’allenatore della Fiorentina non fosse Grosso. È una candidatura che ormai è emersa da diverso tempo”.
Il giornalista ha poi analizzato la figura dell’attuale tecnico del Sassuolo, sottolineando soprattutto il rapporto con Fabio Paratici, uomo al centro della rifondazione tecnica viola:
“Credo che l’importante sia che Paratici prenda un allenatore che vada in perfetta sintonia con lui, cosa che alla Fiorentina non è successa tante volte. E credo che, da questo punto di vista, Grosso - che ha cominciato con lui e quindi si conoscono alla perfezione - sia una scelta ottima”.
Bocci però non nasconde anche un’altra convinzione personale: a parità di profilo, forse la conferma di Vanoli avrebbe avuto una sua logica.
“Escludendo questo, ma io non sono il direttore sportivo della Fiorentina, onestamente tra Grosso - che penso sia un buonissimo allenatore - e considerando quello che ha fatto Vanoli, forse avrei tenuto Vanoli tra i due. Certo, se avessi potuto prendere Iraola o Sarri magari non direi la stessa cosa”.
Il nodo centrale resta soprattutto quello della ricostruzione tecnica della rosa. Secondo Bocci, infatti, la Fiorentina si trova davanti a un’estate estremamente delicata:
“La strada che aspetta Paratici è molto complicata. Rifare questa Fiorentina non sarà semplice, anche per alcuni errori fatti sul mercato di gennaio. Al di là dei nomi, secondo me è stato un mercato abbastanza sbagliato dal punto di vista strutturale”.
Da qui nasce anche il grande interrogativo tattico. L’eventuale arrivo di Grosso potrebbe infatti portare a un ritorno stabile al 4-3-3, modulo che rischierebbe di cambiare profondamente il destino di diversi giocatori attualmente in rosa:
“Se viene Grosso penso che si giocherà con il 4-3-3. E allora tanti giocatori offensivi presi a gennaio rischiano di diventare quasi inutili. Fabbian, Brescianini, Gudmundsson… bisogna capire come inserirli”.
Bocci ha poi approfondito le possibili varianti tattiche del tecnico neroverde:
“Ho letto che Grosso può fare anche il 4-2-3-1, però lì sacrifichi Fagioli. E comunque hai bisogno di ali vere, di giocatori che saltano l’uomo. Se vuoi fare quel tipo di calcio, servono investimenti importanti”.
Da qui anche il tema mercato, con diversi possibili sacrifici all’orizzonte:
“Chi è il primo che puoi vendere prendendo soldi? Gudmundsson. Però allora poi devi rifare tutto davanti. Devi prendere almeno due esterni forti e un centrocampista importante”.
Non manca poi una riflessione sul tema “progetto”, parola spesso abusata nel calcio moderno:
“I progetti nel calcio mi fanno sorridere. Il progetto è una linea filosofica, non puoi programmare che migliori venti punti ogni anno. Devi costruire una squadra che duri nel tempo, sapendo però che ogni estate cambia tutto”.
Infine, Bocci ha voluto anche riconoscere alcuni meriti a Paratici, soprattutto per il modo in cui sta gestendo questa prima fase della ricostruzione viola:
“Dopo gennaio, secondo me, Paratici si è mosso bene. Ha capito quali sono le priorità e probabilmente si è reso conto che ribaltare tutto subito sarebbe molto rischioso”.
E ancora:
“Forse lui vorrebbe cambiare tutto a 360 gradi, ma ha capito che fare rivoluzioni troppo rapide può portare anche danni”.
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