Nel day after più amaro della stagione europea della Fiorentina, il dibattito si accende e prende forma nelle parole di Alessandro Bocci, intervenuto al Pentasport di Radio Bruno.

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Bocci: “Gud è il migliore, ma non lo dimostra. Su lui e Comuzzo serve una riflessione”

LONDON, ENGLAND - APRIL 09: Jean-Philippe Mateta of Crystal Palace battles for possession with Albert Gudmundsson of ACF Fiorentina during the UEFA Conference League 2025/26 Quarter-Final Leg One match between Crystal Palace FC and ACF Fiorentina at Selhurst Park on April 09, 2026 in London, England. (Photo by Eddie Keogh/Getty Images)
“Il calcio è strano e tutti noi ci speriamo, ma sarei sorpreso se la Fiorentina riuscisse a ribaltarla”, ammette Bocci, ridimensionando subito le possibilità di rimonta. “Io credo che la Fiorentina abbia 2-3, massimo 5 possibilità su 100 di farcela. Direi che, per quanto visto ieri sera, la stagione è definitivamente crollata. Comunque vada, sarà una stagione terribile. Anche con la salvezza, il voto resta gravemente insufficiente. Se non arriva, il voto è zero”.
Il giornalista entra poi nel merito della prestazione, sottolineando come il risultato non sia stato casuale: “Per i valori visti in campo non è stato un 3-0 casuale. Loro non hanno fatto qualcosa di straordinario, ma hanno dimostrato di essere superiori. Hanno avuto mezz’ora di grande intensità, favorita anche da un rigore discutibile, che per me non esiste. Però questo episodio non deve diventare un alibi: il Crystal Palace ha vinto meritatamente”.
Nel racconto della partita emerge una Fiorentina fragile, incapace di reggere nei momenti chiave: “Abbiamo rivisto tutto il peggio già visto tante volte: una squadra arrendevole, messa male in campo, anche inesperta. Sul 2-0 devi saper gestire il punteggio, ti dà una possibilità. Invece abbiamo preso un gol che non si vede neanche nelle scuole calcio”.
L’analisi si sposta poi sui singoli e su alcune criticità strutturali. Bocci non nasconde le perplessità su alcuni interpreti: “Su Comuzzo serve una riflessione. Gli errori iniziano a essere tanti. Non è solo il salto, è il posizionamento: gli devi stare addosso, non davanti. Sono basi da scuola calcio”. E più in generale: “Questa è una stagione terribile, nata male fin dall’inizio”.
Particolarmente significativo il passaggio su Albert Gudmundsson, indicato come simbolo di un talento inespresso: “Per me è il giocatore più forte della rosa, ma non riesce a dimostrarlo. È una stagione in cui ha fatto male, malissimo, e su questo bisogna riflettere”.
Bocci amplia poi il discorso alla gestione complessiva, tra infortuni e scelte tecniche: “È chiaro che ti ritrovi con una rosa ridimensionata anche per una serie di situazioni. Ma qui c’è anche un problema di comunicazione sugli infortuni: scopri assenze all’ultimo momento, tempi di recupero poco chiari. Tutto questo incide”.
Infine, lo sguardo si allarga al confronto internazionale, con una considerazione che va oltre la singola partita: “Che il calcio italiano sia in difficoltà è evidente, ma il vero campanello d’allarme sono i Mondiali mancati. Non il fatto che non ci siano squadre italiane nelle fasi finali delle coppe. Negli ultimi anni qualcosa si è fatto: finali europee, trofei. Ma il gap, soprattutto con la Premier League, oggi è evidente”.
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