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Bergomi: “Antognoni? Alle spalle i dissapori. Grosso in crescita, è adatto”

Matteo Torniai Redattore 
Giuseppe (Beppe) Bergomi, ospite di Italia 7, commenta così il Moment di ricostruzione della Fiorentina di Paratici

Nel corso della trasmissione 30° Minuto su Italia 7, l’ex capitano dell’Italia e opinionista Beppe Bergomi ha affrontato diversi temi legati alla Fiorentina: dal centenario viola alla figura di Giancarlo Antonioni, passando per il cambio in panchina con Fabio Grosso e il mercato.

Bergomi ha innanzitutto commentato la discussione legata alla possibile partecipazione di Giancarlo Antognoni alle celebrazioni per i cento anni della Fiorentina, invitando l’ex numero 10 a mettere da parte le vicende personali con l’attuale proprietà.

“Rispetto sempre le idee di tutti, però conosco Giancarlo e so che persona è. È una persona perbene, con grandi valori. Secondo me il suo istinto gli ha fatto dire certe cose, ma lui non deve guardare chi è oggi la proprietà: deve guardare la Fiorentina. È la Fiorentina che compie cento anni. Noi passiamo, le proprietà passano, ma la storia di una società resta sempre. Dovrebbe farlo anche per i tifosi, che gli hanno sempre voluto bene e lo hanno sempre considerato una bandiera, il giocatore più importante della storia della Fiorentina.”

Per Bergomi, il centenario rappresenta un’occasione unica per ricucire eventuali rapporti.

“Secondo me deve lasciarsi alle spalle i dissapori e pensare al bene della Fiorentina e dei tifosi. Antonioni a Firenze ha ancora un valore enorme. Mi ricordo i festeggiamenti dell’Inter: sono momenti bellissimi, ritrovi ex allenatori, ex giocatori e si crea un legame speciale con la gente.”

Vanoli, il miracolo salvezza e la scelta Grosso

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L’ex difensore ha poi analizzato la passata stagione viola, definendo determinante il lavoro svolto da Paolo Vanoli.

Vanoli ha fatto un grande lavoro. All’inizio ha avuto tante difficoltà, poi ha trovato il sistema di gioco giusto, ha fatto gli accorgimenti necessari e si è vista la crescita della squadra. Mi è dispiaciuto che sia andato via.”

Nonostante ciò, Bergomi comprende la scelta della società di affidarsi a Fabio Grosso.

Grosso è un allenatore in crescita, lo dimostra tutto il suo percorso. Firenze non è Sassuolo, è una piazza molto più esigente, però penso che costruiranno una buona squadra, prendendo giocatori adatti. Da quello che ha fatto vedere l’anno scorso mi è piaciuto: ha idee, ha un progetto e anche la gestione di una piazza importante lo farà crescere ulteriormente. Per me è un profilo corretto per la Fiorentina.”

Alla domanda se fosse stato giusto sostituire Vanoli dopo quanto fatto nella seconda parte della stagione, Bergomi ha preferito non esprimere un giudizio netto.

“Non c’è un giusto o uno sbagliato. Nella vita si fanno delle scelte e la società ha preso questa decisione, che va rispettata. Certo, dispiace quando un allenatore che ha fatto un grande lavoro non viene confermato.”

Il Viola Park e il lavoro della società

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Bergomi ha poi raccontato la sua recente visita al centro sportivo viola.

“Sono stato al Viola Park e penso che sia uno dei centri sportivi più belli del mondo. Una struttura stupenda. Ho parlato anche con un collaboratore di Vanoli che mi ha spiegato tutto il lavoro svolto: hanno messo dentro tanta passione e tanto lavoro, ottenendo un risultato davvero importante.”

Infine, un passaggio sul nuovo direttore sportivo e sulle prospettive del club.

“Paratici ha esperienza, conosce tanti giocatori e ha lavorato anche all’estero. È una persona seria. Il compito non è semplice, ma dovrà riportare la Fiorentina nelle posizioni che competono alla sua storia e alla sua tradizione.”

Su Viery: “Non lo conosco”

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In chiusura, Bergomi ha ammesso di non conoscere ancora il nuovo difensore brasiliano accostato alla Fiorentina.

“No, non lo conosco, sono sincero. È inutile che dica cose che non so.”