Ospite del Pentasport di Radio Bruno, Lorenzo Amoruso ha commentato l’ormai sicura partenza di Pietro Comuzzo dalla Fiorentina in direzione Torino:

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Amoruso: “A Firenze troppa pressione per Comuzzo. Joao Mario? Mossa intelligente”
“Per quanta pressione ci potesse essere nella Nazionale di Baldini, era una Nazionale sperimentale e i compagni li conosceva bene. A Firenze, invece, c’era un ambiente teso e tiratissimo. I tifosi non hanno avuto pietà di nessuno: chi sbagliava veniva sommerso da critiche pazzesche. Ovviamente chi sbagliava di più veniva messo in croce e, dopo un certo tempo, la gente ha smesso di fare distinzioni. È giusto che Comuzzo vada a giocare lontano dalle ‘pressioni domestiche’ di una città che ti ha visto nascere e crescere come calciatore. Torino non è la piazza più semplice e ci sarà comunque pressione, ma il fatto stesso che nessuno si aspetti miracoli o un campionato da Champions League gli permette di non dover difendere aspettative manifestate dalla società. Questo ti consente di giocare con maggiore libertà. Il Torino punta a una salvezza tranquilla e questo permette a Comuzzo di trovarsi in una situazione ideale per crescere. La pressione ci sarà comunque, ma credo sia il contesto giusto. A differenza di Empoli, Torino ti può permettere di costruire quell’ambizione di crescere e diventare protagonista. Starà poi al giocatore capire cosa migliorare e come farlo, oltre ad acquisire maggiore intelligenza tattica.”
Su Joao Mario
—“È un giocatore che, quando l’ho visto al Porto, era importantissimo. Alla Juve e al Bologna ha convinto meno. A Torino sembra non aver trovato l’ambiente giusto, mentre a Bologna ha fatto leggermente meglio, ma nulla di eccezionale. È sempre difficile valutare acquisti di questo tipo, giocatori che arrivano dopo non aver mantenuto le aspettative in altre squadre. È chiaro che Joao Mario rientra tra quei profili ‘scommessa’, con un buon potenziale di rendimento e una perdita praticamente nulla. Sono i giocatori giusti che permettono alla Fiorentina di iniziare subito la stagione con aggressività. In uscita c’è stato parecchio movimento, ma al di là di Gosens sono partiti pochi nomi davvero importanti.”
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