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Iachini: “Ho sempre puntato su Vlahovic, non conta più Beppe o Cesare”

Segui su Violanews la diretta testuale con tutte le parole di Beppe Iachini, nella conferenza alla vigilia della trasferta col Genoa

Paolo Poggianti

Beppe Iachini ha preso la parola in sala stampa, per presentare la sfida di domani contro il Genoa. Per il mister gigliato, alla ricerca di punti salvezza, sarà la prima gara dal ritorno sulla panchina della Fiorentina. Violanews vi propone, come sempre, la diretta testuale della conferenza stampa del tecnico gigliato.

Tornare alla Fiorentina? Non ci pensavo, ma sono rimasto legato alla squadra, all'ambiente. Col gruppo e la società abbiamo condiviso delle belle emozioni. Pensavo le cose potessero andare meglio, poi è arrivata questa chiamata in un momento di difficoltà, come lo scorso anno. Mi auguro di poter comprendere in fretta cosa non è andato per poter risalire la classifica.

Vlahovic? L'anno scorso ha fatto 6 goal con me, senza rigori. Quest'anno sta facendo meglio e ne sono felice. Ho voluto che rimanesse ad inizio stagione, perché conoscevo il suo potenziale, contavo sarebbe emerso. Ad inizio campionato non abbiamo potuto fare la preparazione: Kouame era più brillante perché più esile. Ho piena fiducia in Dusan, come ho dimostrato dandogli la maglia da titolare, dopo l'errore con l'Inter, ad inizio stagione. Eysseric? Vale lo stesso discorso, è un ragazzo da cui mi aspetto tanto in questo finale di campionato.

Non conta più Beppe o Cesare. Nè Ribery, Pezzella...Conta tutto il gruppo, la partecipazione di tutti i giocatori. Per portare più in alto possibile la Fiorentina. Da parte mia c'è la volontà di recuperare alcuni ragazzi meno utilizzati, come Kouame o Callejon. Alla squadra chiederò partecipazione e disponibilità, dobbiamo onorare la maglia dal primo fino al 95° di ogni gara.

Callejon? Ha delle qualità importanti, mi farà piacere recuperarlo alla causa della viola. È arrivato per supplire alle qualità di Chiesa. Poterlo ritrovare al meglio sarà utile. L'idea di inizio stagione prevedeva un calcio propositivo, con giocatori offensivi. Come fatto la scorsa stagione con Ghezzal, Castrovilli e Chiesa in campo insieme. Se riusciamo a ritrovare quella strada lì, potremo recuperare anche questi calciatori di qualità.

Prandelli e le parole di Ballardini? È giusto rispettare Cesare, la sua persona, come ci ha chiesto lui stesso. Non me la sento di commentare le parole di Ballardini su questa situazione. Ognuno ha la sua idea, ma nei confronti di Cesare preferisco non parlarne. Ha già spiegato lui quello che sente.

Segnali dalla società? Occorre grande compattezza, il presidente ieri ci ha voluto chiamare per spronarci. Dobbiamo pensare a fare punti, una partita alla volta. Pensare al "noi" e non all"io". Serve unità di intenti per migliorare una posizione in classifica nella quale non pensavamo di ritrovarci.

Come sta la squadra? C'è un po' di preoccupazione, ma è vogliosa di cambiare le sorti. Andare a giocarci le partite che restano, con una squadra compatta ed organizzata che possa far bene entrambe le fasi. L'anno scorso siamo stati la migliore difesa e siamo riusciti a segnare anche più di un goal a gara. Dopo la partita di Genova intendo andare a lavorare più nello specifico, col gruppo al completo.

Cosa non è andato? Un po' di infortuni, Pezzella su tutti che non è mai stato a disposizione. Pulgar e Callejon col Covid, tanti calciatori in Nazionale. Portare avanti dei lavori meritava più tempo e attenzione, oltre ad un miglioramento sul piano fisico. Non ne abbiamo avuto l'opportunità, ma è un campionato difficile e particolare. Basta vedere chi è in fondo alla classifica: Cagliari, Torino.

Modulo? Sto lavorando ad un paio di situazioni tattiche. Quando si subentra si va più sulle sicurezze della squadra, per evitare insicurezze. Tutti i moduli possono essere corretti o sbagliati, la differenza la fa l'attitudine. Nelle due fasi di gioco ci deve essere l'interpretazione.

Motivare questa Fiorentina? Capire se c'è una piccola malattia e agire il più in fretta possibile per curarla. Con cinque cambi a disposizione dobbiamo a maggior ragione sapere che tutti sono titolare. Tutti gli effettivi devono sentirsi coinvolti, avere fiducia. Sono convinto che i ragazzi daranno tutto, dall'inizio alla fine. Un atteggiamento che parte dagli allenamenti per ritrovarselo in partita.

Genoa? Ballardini ha fatto un grande lavoro, ha dato un'identità precisa alla squadra. Quando sta in campo, ci sta bene. Ha giocatori di ottima qualità in tutti i reparti, ci sono giovani molto interessanti. La Fiorentina è chiamata subito ad un partita difficile, da affrontare con attenzione e mentalità giusta.

Amrabat? L'ho visto solo per un giorno, stiamo valutando le sue condizioni con lo staff medico. Mi aspetto anche da Sofi un rendimento e una disponibilità che è nelle sue corde.

Assenza di pubblico? Non dobbiamo guardare casa o trasferta, il pubblico non ci sarà. Non dobbiamo fare calcoli, preparare dieci finali in cui mettere in campo la prestazione perfetta. L'atteggiamento propositivo ti porta ad ottenere dei risultati. In Serie A un errore può costarti la partita. Dobbiamo toglierci di dosso delle scorie che non ci fanno andare in campo con la testa sgombra.

Igor? Ha giocato con me, lo conosco bene. Ha davanti un percorso di recupero nelle prossime settimane. Kokorin? Ho avuto solo un colloquio con lui, l'infortunio lo ha frenato nel partecipare alle partite e alla vita dello spogliatoio.

 Firenze, allenamento della Fiorentina nel centro sportivo, nella foto l'allenatore Giuseppe Iachini 2021 03 24 © Niccolò Cambi/Massimo Sestini
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