La rivelazione su Calciopoli: "Capii tutto sulla Juve guardando una gara della Fiorentina"
L'ex addetto arbitri del Milan Leonardo Meani ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport dove ha parlato di Calciopoli e di alcuni episodi legati alla Fiorentina. Ecco un estratto delle sue parole.
Su come cominciò il suo coinvolgimento in Calciopoli
“Il 7 maggio 2006 il mio nome apparve sulla Gazzetta. Eravamo a Salsomaggiore con la squadra, ricordo Pippo Inzaghi che a colazione mi chiama e, con il giornale in mano, scherza: ‘C’è qui il tuo nome, ora ti vengono a prendere. Restai per un mese e mezzo sotto scorta della Polizia, dopo una telefonata in cui avevano minacciato di bruciarmi il ristorante. Scappai all’Elba e anche lì, poliziotti a piantonare la casa. C’erano giornalisti ovunque, anche in incognito tra i clienti”.
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Che cosa pensa oggi della sua vicenda?
“Che le intercettazioni, decontestualizzate, non si capiscono. Io scherzo spesso, come i miei amici sanno bene, e alcune frasi dette al telefono sono state prese in senso troppo letterale. E poi, chi non frequenta il calcio non è in grado di capire certe sfumature”.
Ma quando capì che la Juve era così potente?
“Guardando un Fiorentina-Bologna. Ammonirono due giocatori e il telecronista disse: ‘Anche Tizio domenica salterà la sfida importante con la Juventus, era diffidato’. Andai a controllare: scoprii che succedeva spesso”.
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