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Vanoli: “Non mi si giudichi da questa gara, società con me”. Infortunati, le ultime

Vanoli: “Non mi si giudichi da questa gara, società con me”. Infortunati, le ultime - immagine 1
Paolo Vanoli, tecnico della Fiorentina, ha risposto alle domande dei giornalisti alla vigilia del ritorno dei quarti di Conference League contro i londinesi
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

È la vigilia di Fiorentina-Crystal Palace, gara di ritorno dei quarti di finale di Conference League in programma giovedì 16 aprile alle 21 allo stadio Franchi. Come di consueto, arriva il momento della conferenza stampa: il tecnico viola Paolo Vanoli, accompagnato oggi da Rolando Mandragora, ha preso la parola in merito ad una sfida che chiama la sua squadra ad un arduo tentativo di rimonta visto il netto 3-0 dell'andata.

"Testa libera, dobbiamo fare un'impresa e serve una voglia che va oltre le situazioni tattiche, rischiando qualche cosa quando ne vale la pena. Da quando sono arrivato la classifica ci ha trattenuti ma siamo stati bravi ad arrivare fin qui, giocheremo davanti alla nostra gente e nella storia le imprese ci sono. L'ho già detto, mi sarebbe piaciuto avere la rosa al completo, ma siamo un grande gruppo".

Come giocarsela

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Da questi ragazzi voglio il 100% di quello che hanno. Libertà di provare un dribbling, una giocata: questa partita deve portare a questo. Poi dovremo stare attenti perché il Crystal Palace, lo sappiamo, è una delle pretendenti alla vittoria finale, ha una rosa completa soprattutto nel mezzo e davanti. Noi guardiamo a quel che possiamo fare noi, entriamo concentrati per provarci e usciamo con la consapevolezza di aver dato tutto.

Meriti la conferma?

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A me hanno chiesto la salvezza in una situazione senza precedenti, io sono rimasto e rimango concentrato su quello. Le squadre vere giocano ogni tre giorni e dovevamo essere pronti, anche se non nego che le scelte siano state influenzate dal campionato. Quando lotti per un obiettivo che non è tuo è difficile: con la Lazio una cosa come negli ultimi tre minuti sul calcio d'angolo tre mesi fa non l'avremmo fatta. La mentalità acquisita per me è una grandissima soddisfazione. Chiaro, quando porti sette giocatori della Primavera non è facile. Me lo merito? La società mi ha sempre dato fiducia, io voglio arrivare alla fine della stagione avendo centrato qualcosa di importante.

L'ambizione di Vanoli

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Ho dimostrato nel mio ancora breve percorso da allenatore, a Venezia, a Mosca, a Torino, di avere ambizione. Quest'anno stiamo facendo qualcosa di incredibile insieme e dobbiamo portarlo a termine. Ripeto: ho attestati di fiducia da parte della società. Proviamo a sognare, ma non voglio che il mio futuro sia condizionato da una partita di Conference. Non voglio che Vanoli sia un grande allenatore se si passa e un mediocre se non si passa.

Atteggiamento

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Io sono convinto di quello che ho detto dopo la partita. Ho fatto rivedere i primi 30 minuti dell'andata, per me ci hanno condannato gli episodi, i gol che in diverse situazioni quest'anno abbiamo preso. In campo internazionale, soprattutto contro le squadre di Premier League, la minima disattenzione la paghi. Questa deve essere una lezione per diventare grandi e per sapere come si diventa grandi. Alla fine le squadre forti ti fanno crescere, dovremo rischiare qualcosa e i duelli individuali e la freddezza sotto porta faranno la differenza, Mi riferisco all'andata, potevi riaprirla e invece hai preso la traversa.

Obiettivi

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Conoscendo la situazione in campionato sapevamo che la Conference poteva essere uno sfogo, ma parliamoci chiaro, avevamo dato la priorità al rimetterci in carreggiata in campionato. Dopodiché la Conference rientra automaticamente negli obiettivi di una società come la Fiorentina. La paura è naturale, ho lavorato per far cambiare l'atteggiamento verso di essa, e negli ultimi due mesi i ragazzi sono stati bravissimi. Siamo stati meno bravi a Londra, ma ripeto: sognare non costa niente.

Kean

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Con Moise abbiamo sempre fatto un percorso per il bene suo e anche della squadra. Stiamo cercando di recuperarlo perché il percorso non è finito. Il problema è fastidioso, ma lui ha sempre dimostrato di provarci quando chiamato in causa. Quest'anno sembra che abbia il mirino addosso, ma abbiamo bisogno anche di lui per terminare il percorso. Io voglio cercare di averlo, per me è importante.

Possibili cambi

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A volte un giocatore offensivo o difensivo in più lo devi anche avere a disposizione... Dobbiamo tenere a mente che loro sono forti anche in campo aperto, non possiamo andare tutti avanti. Se segnano è finita. Qualcosa cambieremo, nei limiti di quello che abbiamo a disposizione e delle condizioni di ognuno. Solomon se inizia non ha i 90', è logico.

Parisi, Brescianini, Fortini

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Stiamo valutando giorno dopo giorno l'edema di Fabiano, Brescianini è il più avanti di tutti e spero di averlo per Lecce. Anche Fortini è nel pieno del suo percorso di recupero.

Tifosi

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C'è solo da ringraziarli, per noi sono troppo importanti. Sono sicuro che domani sera ci sospingeranno, per me sono sempre stati uno stimolo a dare qualcosa in più. Anche a Londra sono stati uno spettacolo. E dire che quest'anno abbiamo dato loro poche gioie.

Pongracic

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Mi aveva chiesto il cambio a Londra, era sovraccaricato, anche dopo il viaggio con la Nazionale, l'ho preservato e mi fan piacere la risposta di Rugani. Anche per questo ci siamo avvicinati all'obiettivo. Lui e gli altri sono a disposizione a parte Dodò che è squalificato.

Differenza con la Premier

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La Premier l'ho toccata con mano, da assistente di Conte al Chelsea. Non sottovaluto la mia squadra, sui dati fisici siamo stati pari al Crystal Palace. La differenza sta nella mentalità, nell'intensità che hanno loro, e su questo dobbiamo migliorare giorno dopo giorno. A volte bisogna essere brutti ma andare a prendere il risultato, ultimamente ci stiamo arrivando. Secondo me è il sapere quanto valgono i tre punti in relazione al momento: ecco perché abbiamo esultato tanto dopo l'1-0 alla Lazio, era importantissimo andare a Lecce con otto punti di vantaggio. Sapere quanto è difficile vincere al rientro dopo la sosta. Io vivo al Viola Park, sto sempre lì, forse mi butteranno fuori a giugno (ride, ndr).

Viola Park propulsore per il calcio italiano

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Io quando entro qua ho la pelle d'oca. Non so chi sono le persone giuste per la Federazione, ma spero che entrino prima di tutto uomini. Uomini che abbiano le idee chiare e che le portino avanti. Ci vuole un cambiamento contro tutto e tutti, deciso. Io parlo di salvezze, la Fiorentina nel suo dna parla di Scudetto, ma sono convinto. Penso che questo centro sportivo sia una dichiarazione di intenti, al netto del fatto che per crescere il talento servono pazienza, coraggio e idee. Quando Germania e Spagna hanno fatto questa manovra hanno fatto così.