L’attaccante viola sulle orme di Roberto Baggio. (COMMENTA)

Il tifoso della Fiorentina ha il cuore sensibile. E lo usa per seguire, capire e sostenere ogni singolo giocatore che indossa la maglia viola. È un gioco sottile e sincero: ogni calciatore interpreta a suo modo i sogni della gente (e spesso anche il carattere) e alla fine non conta tanto l’errore sul campo, conta l’impegno, per avere sempre la gente con te. Ci sono gli “instant heroes” come Roncaglia, quelli che diventano idoli assoluti e per l’eternità e i co-protagonisti, fondamentali anche loro. Ci sono gli amici affidabili, come Borja Valero. I comandanti come Pizarro, e poi i fenomeni pragmatici come Gomez o funanbolici come Giuseppe Rossi. Ma Pepito non è solo un attaccante dotato di grande tecnica con la faccia e i modi del bravo ragazzo. Tra lui e Firenze in realtà è nata una storia particolare, vissuta con intensità e discrezione da entrambe le parti. Perché tutto è cominciato con un grande atto di fiducia reciproca. La Fiorentina ha fatto un sacrificio per riportare in Italia un meraviglioso talento fermo da quasi due anni, e il ragazzo ha accettato col sorriso e con entusiasmo questa opportunità.

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Premettendo che il paragone è un po’ azzardato, viene comunque alla mente la vicenda di Roberto Baggio, giovanissimo fuoriclasse acquistato nonostante il terribile infortunio al ginocchio. L’azzardo sta nel fatto che Baggio era uno straordinario talento ragazzino che doveva ancora dimostrare tanto, mentre Pepito è uno che ha già segnato un sacco di gol. Ma al di là di questi paragoni a spasso per la nostra storia, la verità è che la vicenda di Rossi è particolare e che Firenze è il luogo della sua rinascita, del nuovo inizio. (...)

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