"Oh Targetti, e s'è vinto 7-0 e tu bubi lo stesso?"


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Perché il rigore del 7-0 non lo ha tirato Colpani?
E' come se vi vedessimo. Ma prima di gettarvi nella sezione commenti, lasciateci precisare che la domanda che avete letto nel titolo è la stessa che ci siamo fatti, senza tono accusatorio, ma proprio con la curiosità di capire come mai l'opportunità di tornare a segnare non sia stata concessa al giocatore che forse ne aveva più bisogno in assoluto. Ricordiamo per dovizia d'informazione: la partita era finita, 6-0 e pochi minuti dalla fine. Lo ha battuto Gudmundsson.
Gerarchia
—Prima di tutto: abbiamo imparato a inizio ottobre, contro il Milan, quando ancora non avevamo idea delle potenzialità della Viola versione 4-2-3-1, che il tiratore designato dagli undici metri è l'islandese, e la palla passa ad altri (Kean in quel caso) quando è lui a concederlo. Questa è la gerarchia, ed è giusto che venga rispettata. Gudmundsson, quindi, ha ritenuto di battere in prima persona, e lo capiamo anche.
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Dopo l'infortunio che lo ha tenuto fuori un mese e mezzo, dopo una causa privata che lo ha visto assolto, ma che ancora non è completamente alle spalle dopo il ricorso, comprendiamo la sua voglia di esultare e di gonfiare la rete del Franchi come ha già fatto contro Lazio e Milan fruttando punti d'oro alla squadra. Albert è entrato benissimo in campo nella ripresa, ha fornito l'assist per il gol di Mandragora e ha meritato la gioia personale.
Forse...
—Però, però, Gudmundsson è la stella della squadra e ha dimostrato di avere sempre tra le proprie mani le redini del gioco (le pagelle). Il gol è solo una naturale conseguenza per chi è così dentro i meccanismi, cosa che l'ex Genoa è stato fin dal 46' di Fiorentina-Lazio, come se fosse la dinamica più naturale del mondo. Forse quel rigore serviva di più ad Andrea Colpani, che a parte la parentesi di Lecce con una bella doppietta ha sempre fatto fatica a brillare e nelle ultime due partite è partito dalla panchina. Oggi un autogol procurato e alcuni bei tentativi: tra i tanti altri, anche lui avrebbe meritato di vedere di nuovo il proprio nome sul tabellone luminoso alla fine della serata.
Ma di nuovo: a scanso di qualsiasi equivoco, non ne facciamo una colpa a Gudmundsson. Anzi, cerchiamo solo di rispondere alla domanda con cui abbiamo titolato. Colpani, del resto, non era rigorista nemmeno al Monza, dove calciano ancora oggi Pessina, Caprari e Djuric, e quindi è plausibile che non gli sia passato nemmeno per la testa di presentarsi dagli undici metri. Infine, e se poi lo avesse pure sbagliato? Sarebbe stato ancora peggio. Magari sarà per la prossima volta. Gudmundsson sembra essere in palla, se anche il Flaco dovesse trovare un suo equilibrio questa Fiorentina dove potrebbe porre la propria asticella?
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