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La vera sfida per Paratici sarà cedere chi non vuole andarsene: non solo Gosens

La vera sfida per Paratici sarà cedere chi non vuole andarsene: non solo Gosens - immagine 1
Paratici sembra surfare sul mercato in entrata con la stessa dimestichezza di un adolescente australiano sui cavalloni: l'auspicio è che sia altrettanto sorprendente con le uscite
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

Chi ha seguito il mercato della Juventus negli anni di Paratici ci aveva messi in guardia: "In bocca al lupo, non sarà semplice stargli dietro". Accidenti, se non lo è. Chi vi scrive non segue il calciomercato in prima linea, nel senso che nei suoi compiti non rientra rintracciare in prima persona le notizie, ma maneggiarle subito dopo e coordinarne l'uscita su tutti i canali di Violanews; ebbene, mai visto nulla del genere. Trattative che vanno avanti in maniera lineare per giorni finché non vengono letteralmente "spezzate" da notizie-bomba su altri giocatori già presi, Dragusin in arrivo il giorno dopo, Atta il pomeriggio stesso e Jimenez addirittura già al centro sportivo per le visite mediche. Chapeau.

Non si bada a spese

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Jimenez e Dragusin sono spese che andranno eventualmente quasi del tutto all'anno prossimo: per il momento il mercato estivo, su cui gravano dall'annata scorsa i riscatti obbligatori di Fabbian e Brescianini per circa 25 milioni in due, è salito con Atta e Viery, al netto dei bonus, poco al di sotto dei 70 milioni. E mancano ancora le ali da mettere al 4-3-3 di Fabio Grosso. Possiamo attenderci ancora meraviglie, ma se sui nuovi acquisti siamo non solo autorizzati, ma a questo punto anche legittimati a sognare, c'è il rovescio della medaglia che impone una domanda/speranza: Paratici sarà bravo a vendere come lo è a comprare?

Quale messaggio agli altri club?

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Già, perché non si scappa, il saldo del mercato a inizio settembre non potrà discostarsi, non troppo almeno, dallo zero. I giocatori che possono essere ceduti ci sono e i valori in alcuni casi sono anche abbastanza alti, ma di chi la Fiorentina può privarsi e chi, invece, il club vorrebbe trattenere? E poi: con tanti acquisti già messi a segno, non è che gli altri club, consapevoli del fatto che prima o poi si dovrà anche vendere, tireranno verso il basso i prezzi?

Tutte domande alle quali non saremmo sorpresi se Paratici avesse già la risposta. Per il momento le cessioni senior sono quelle di Amatucci definitivo al Deportivo, Kouadio e Martinelli in prestito secco rispettivamente al Monza e all'Avellino (ufficiali), Harder definitivo al Basilea e Fazzini in prestito con diritto al Cagliari (fatte): il grosso deve ancora venire. Quanto può tirar su la Fiorentina dai giocatori dati in uscita? Facendo alcune stime ottimistiche - e sottolineiamo, ottimistiche - sui cosiddetti "big", 40 milioni per Kean, 20 per Dodò, 20 per Gudmundsson, una decina tra Gosens e De Gea. Altri saranno proposti come contropartite tecniche, mentre Fagioli e Ndour sarebbero pilastri del progetto anche se con offerte sopra i 30 milioni nessuno è incedibile.

La volontà dei giocatori

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Teoricamente le risorse per rientrare, di qui a qualche settimana, ci sono. Il nodo, semmai, è quanto queste risorse... siano d'accordo. Perché il caso più eclatante è quello di Gosens, non convocato per il ritiro, che si sta spendendo in prima persona per convincere la Fiorentina a tenerlo, magari con un taglio dello stipendio e senza il posto da titolare assicurato, ma, a parte Dodò, tutti quanti, chi più chi meno, hanno fatto capire che se dipendesse da loro rimarrebbero senza problemi. De Gea è il capitano e ha fatto parte dello shooting per le nuove maglie su richiesta di Joma; Gudmundsson ha parole al miele per Firenze e a quel che ci risulta proverebbe volentieri a far cambiare idea a Grosso se la società glielo permettesse; Kean non ha dato alcun segnale di rottura. Anche perché in questo momento, prima di puntare ancora più in alto, ha bisogno di rilanciarsi, meglio se con un allenatore che si fida di lui. E poi Brescianini stesso, uno degli ultimi arrivati ("Voglio diventare un giocatore importante, un punto fermo della squadra", diceva a inizio maggio), che già non è mai stato titolare e ora, con l'arrivo di Atta e le trattative per Oulai e Thorstvedt, lo è ancora meno. Si arrenderà all'evidenza come ha fatto il pur tifoso viola Fazzini?

Insomma, lo spettacolo va avanti e per il momento strappa applausi a scena aperta nelle prime scene d'azione: si entrerà presto nelle trame più intricate, quelle che mettono più alle strette gli sceneggiatori migliori. Paratici dovrà uscirne da campione quale dà davvero l'impressione di essere. Noi, genuinamente ansiosi e curiosi di darvene conto.