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Nicola come il “grande clown Pagliacci”: di più non si può fare, ma forse basta

Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 
Immaginarsi che la Cremonese possa fare almeno 4 punti in più della Fiorentina nelle prossime 9 giornate è dura...

È difficile dire con certezza quando la Cremonese avrebbe dovuto, per evitare di trovarsi dov'è adesso dopo il pesante 4-1 incassato allo Zini dalla Fiorentina, svegliarsi dal torpore che le avevano indotto i 20 punti nelle prime 14 partite. Quasi senza accorgersene, i grigiorossi, che pure hanno fatto un mercato importante a gennaio, si sono fatti rimontare 18 punti dai viola, che da -14 sono passati a +4 nel giro di 15 giornate. Probabilmente la consapevolezza di avere fin dall'inizio in panchina un habitué delle salvezze come Davide Nicola ha convinto il Cavaliere Arvedi che prima o poi la crisi sarebbe terminata. Del resto, chi può subentrare se già c'è uno specialista tra i più referenziati al timone? Somiglia molto alla barzelletta tragicomica raccontata da Rorschach in Watchmen:

Un uomo va dal dottore. Gli dice che è depresso, che la vita gli sembra dura e crudele. Gli dice che si sente solo in un mondo minaccioso. Il dottore dice: «La cura è semplice. Il grande clown Pagliacci è in città. Lo vada a vedere. La dovrebbe tirar su.» L’uomo scoppia in lacrime. «Ma dottore,» dice, «Pagliacci sono io.»

Che diventa, adattata al nostro caso:

Un uomo va dal dottore. Gli dice che è depresso, che la vita gli sembra dura e crudele. Gli dice che si sente incapace di salvare la squadra che allena. Il dottore dice: «La cura è semplice. Il grande Davide Nicola è in città. Lo vada a chiamare. La dovrebbe tirar su.» L’uomo scoppia in lacrime. «Ma dottore,» dice, «Nicola sono io.»

Esatto, non c'è nessun Davide Nicola che può prendere la Cremonese e salvarla perché è lo stesso Nicola che sta affondando clamorosamente con i suoi calciatori. È bastato veramente poco alla Fiorentina per aver ragione di un avversario in questo momento inferiore a chiunque, anche a Pisa e Verona che sono già spacciate. I viola hanno fatto registrare meno tiri (13 a 15), meno expected goals (1,2 a 2,09) eppure hanno vinto per 4-1, segno di come tutto sia nero per gli avversari odierni. Poco male: la tua morte è la mia vita, mors tua vita mea, per dirla con gli antichi. Mai come in questo caso.

Quindi siamo salvi?

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Siamo questi, di più non si può fare, continua a ripetere Vanoli, che fin da subito è sembrato consapevole della portata della sua missione; per individuare una via percorribile ci ha messo del tempo, ci sono stati degli incidenti di percorso, ma adesso il peggio sembra alle spalle. Semmai si può fare di più in Conference, ma qui ci dobbiamo ripetere: non si può ancora mollare la presa sul campionato, nemmeno a +4 sulla Cremonese e con il Lecce nel mezzo, che non guasta. Alla prossima, prima della sosta, c'è Fiorentina-Inter, mentre la Cremo va in casa del Parma già virtualmente salvo: ritrovarsi di nuovo a +1 non è uno scenario inverosimile, magari non succede, magari i ducali non avranno pietà alla ricerca dell'aritmetica... Poi Bonazzoli e compagni - con un nuovo tecnico? - avranno in agenda: Bologna (se perde giovedì in Europa League con la Roma rischia di non avere obiettivi, se avanza dovrà cercare di arrivare in fondo), Cagliari (vedi Parma) e Torino (vedi Parma). Capite allora perché, come si suol dire, è meglio ave' paura che toccanne?