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La Fiorentina B a Breslavia non ci arriva. Basterà arrivare a gennaio: lì capiremo

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Qual è il tema dopo la sconfitta della Fiorentina a Nicosia contro l'Apoel? Ci siamo concentrati sul livello delle seconde linee viola
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

Doveva arrivare prima o poi, e se doveva arrivare, allora meglio che la sconfitta sia arrivata nella fase iniziale di una coppa, con altre tre partite per cancellarla, anziché in campionato dove la classifica è fin troppo bella per pensare di rovinarla prima della sosta. Così incassiamo il 2-1 maturato a Nicosia contro l'Apoel, che ha approfittato della necessità della Fiorentina di fare turnover per infilarsi tra le maglie di difensori fuori ritmo e poi ha resistito all'inevitabile ritorno degli ospiti nella ripresa.

Kean va gestito, Gudmundsson e Cataldi sono infortunati (benedetta sosta, da questo punto di vista). Questi tre sono troppo importanti per rinunciarci e pretendere che la qualità del gioco non si abbassi. Figurarsi se poi si rinuncia deliberatamente anche a Dodo, Gosens, Comuzzo e De Gea. In campionato si vince perché comunque va in campo la migliore formazione possibile in un contesto che funziona, contro avversari non tra i più proibitivi. La riprova sarà domenica contro il Verona, partita nella quale ci aspettiamo il ritorno della squadra solida, anche non spettacolare ma solida, vista nelle ultime uscite.


Adesso arrivano Pafos, LASK e Vitoria prima della fase finale: per quel che ci riguarda, sarebbe importante arrivare tra le prime otto per evitare un paio di partite in più in inverno, che comunque non sarebbero un dramma. Ergo, basta arrivare tra le prime 24, e questo, con altri 4-6 punti, non dovrebbe rappresentare un problema. Dalla fase a eliminazione diretta in poi, andrà onorata anche questa competizione, ma prima di essa ci sarà un mercato di gennaio da affrontare al meglio, specie se si vuol provare ad arrivare alla finale Breslavia il 28 maggio 2025. La Fiorentina B, quella che sta giocando nella League Phase, in Polonia non ci arriva; capiremo fra un paio di mesi abbondanti quali saranno obiettivi e priorità aggiornati. A giugno il lavoro è stato ottimo, è l'occasione di confermare che non si è trattato di un caso. Crediamoci.

Fughiamo ogni dubbio o preconcetto errato: se le riserve della Fiorentina fossero all'altezza dei titolari, allora staremmo parlando dell'Inter. E' normale, rientra nelle capacità delle casse societarie e nel livello globale della squadra viola. Il calcio di oggi con il suo calendario impone di utilizzarle, e quindi serate come questa capitano. Il discorso, semmai, è un altro: Terracciano, Quarta, Mandragora, Ikoné e Sottil e Kouamé a targhe alterne, Beltran per Italiano erano colonne portanti. Questo dà valore al percorso fatto negli ultimi tre anni, un percorso che Palladino sta cercando di migliorare, fin qui con risultati potenzialmente positivi. La quadra sembra esserci, adesso servono fortuna con gli infortuni (perdonate il gioco di parole) e magari quella mano a gennaio che non c'è stato verso di dare a chi c'era prima. Perché ricordiamo che Gudmundsson sarebbe venuto, ma il Genoa si è opposto con tutte le proprie forze a inizio anno...

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