E concedeteci anche un'espressione non proprio finesse nel titolo, che siamo su di giri. Dunque, cosa dire? Abbiamo letto gran parte dei commenti e siamo un po' interdetti. Sono più quelli che si lamentano del fatto che la Lazio ha dominato il secondo tempo e che la Fiorentina non ha fatto altro che difendere il vantaggio di quelli che festeggiano la vittoria. C'è un problema.


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“Barricate e poi culo”: preferivate perdere? Noi no. O forse ha ragione Palladino?
Non siamo ciechi eh, lo abbiamo visto che la squadra di Palladino, dopo 17 minuti deluxe, ha cominciato a schiacciarsi, e una volta che Gudmundsson ha preso il palo con quella rovesciata da applausi (magari... gli sarebbe servito così tanto che entrasse quel pallone) è finita la partita offensiva dei viola. Lo sappiamo. Ma visto che sono sei partite che ripetiamo le stesse cose - paura, gioco così così, errori, scelte tecniche e tattiche che non capiamo - per una volta che si vince perché non essere felici?
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Si può essere felici e consapevoli di non essere usciti dalla crisi al tempo stesso: non è una scelta. E certo non si esce da un periodo come quello che abbiamo passato in una settimana, schioccando le dita. Salviamo bene nella memoria ciò che di (molto) buono è arrivato stasera, non solo i gol e le occasioni della prima mezz'ora, ma anche la capacità di soffrire nel momento in cui la Lazio ha attaccato con tutto quello che aveva. S'è avuto culo? Tantissimo. Ma non è colpa di Palladino, non è colpa dei giocatori e non è colpa nostra. La Fiorentina ha vinto gente, sveglia. La Fiorentina è a tre punti dal quarto posto e ha una partita da recuperare. La perderemo? Contro l'Inter è più che probabile, ma va giocata (ecco quando, molto probabilmente).
Lo sanno tutti che così non è sufficiente alla lunga, non importa puntualizzarlo. O almeno, la nostra opinione è questa. Ora come ora, serve aggrapparsi a qualcosa che dal 15 dicembre a questa parte non avevamo più visto: qualche minimo segnale positivo da parte di un gruppo che aveva perso la magia. Aiutiamoli a ricostruirla a partire da stasera. E dimostriamo a Palladino che si sbagliava: se la Fiorentina perde, nessuno nella Firenze del pallone gode.
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