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C’è qualcosa di più “Fiorentina” di tutto questo?

Vincenzo Italiano
Una giornata, ancora una volta, surreale per il mondo gigliato
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

Certe volte hai l'impressione che faccia tutto parte di un copione ordito da qualche sceneggiatore, magari un po' distratto come quelli di Boris, che ogni volta che sono indecisi premono F4 ed esce "basito". Ecco, se c'è davvero qualcosa o qualcuno che decide come vanno le cose, allora quel qualcosa o quel qualcuno segue abbastanza distrattamente la Fiorentina, e quando le cose vanno troppo bene preme F4 e viene fuori una roba come quella di oggi. E' capitato nel 1981 con l'impatto brutale di Martina su Antognoni, è capitato nel 1999 con l'infortunio di Batistuta e la fuga di Edmundo, è capitato nel 2014 con i tafferugli prima della finale di Coppa Italia contro il Napoli. Ed è capitato anche quando Vincenzo Italiano era ancora sulla panchina viola, nella primavera del 2023: dieci vittorie di fila in tutte le competizioni, record eguagliato ma mancato per colpa del pareggio casalingo contro lo Spezia di Nzola (t'immagini). Passato e futuro dell'allenatore, tutto molto ricorsivo.

In pratica, tante volte che la Fiorentina si avvicina a qualcosa di veramente incredibile o le cose vanno troppo bene, l'universo comincia ad accartocciarsi sulla squadra viola, e ne succedono davvero di tutti i colori. Tragedie sfiorate, tragedie vere e proprie, lutti, abbandoni, infortuni gravi, problemi all'interno dello spogliatoio, anche errori arbitrali (1957, finale di Coppa Campioni col Real Madrid). Forse l'atmosfera si satura troppo e porta tutto quanto ad implodere? Non sappiamo, né, va detto, si tratta di una regola scritta. Altrimenti non avremmo vinto nemmeno quelle non tantissime coppe che abbiamo nella nostra bacheca.


Un bignami di "Fiorentina"

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Quello che è successo oggi, però, racchiude un po' tutto. Sull'onda lunga del malore di Bove, ecco il lutto di Palladino - per quanto Citterio sia bravo, altrimenti non sarebbe nello staff di Raffaele, non è la stessa cosa - ecco il rigore dubbio non concesso a Gudmundsson, ecco che Italiano affronta la Fiorentina veramente come se fosse una finale, e non come ha affrontato le tre finali che ha padellato quando era sua la panchina viola. Aveva sicuramente il dente avvelenato, ci sta. Ma poi ecco il carico finale: l'esultanza che ha scatenato l'ira di Pradè, uno che non ti ricordi esattamente per i suoi scatti di rabbia ma che ha usato parole veramente pesanti. Tutto contribuisce ad avvelenare il fegato del tifoso viola mentre la classifica rimane meravigliosa e nulla, assolutamente nulla è compromesso. Ci sono segnali di calo, è vero, ma c'erano segnali negativi anche ad agosto e guardate cosa sono stati gli ultimi tre mesi.

Il problema sarà gestire il ritorno. Pradè ha aperto il conto, Ranieri lo ha seguito in conferenza, Dodò idem con patatine attraverso una storia Instagram. Potremmo arrivare sui livelli delle accoglienze riservate a Conte ai tempi della Juve o a Gasperini, o ad episodi come quelli con Spalletti e Ancelotti. Sarà una serata infernale, ma forse, al mondo viola, alla fine va anche bene così.

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