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“Braccetto” o “terzo”, quello non è il ruolo di Biraghi. Menomale che c’è un 9

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Abbassiamo la lente di ingrandimento su un tema in particolare offerto dalla gara della Fiorentina
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

Come valutare la partita di un giocatore che viene schierato fuori ruolo? Chiedere a Enrico Delprato, difensore che ha dovuto giocare i minuti finali di Napoli-Parma in porta per via dell'espulsione di Suzuki e dei cambi ducali finiti. Ma possiamo chiedere anche a Cristiano Biraghi, una vita da terzino con tanti assist e qualche gol in canna, ma da quest'estate retrocesso a braccetto. O terzo, per utilizzare il termine che Raffaele Palladino ha ammesso di preferire di gran lunga (nel video qua sopra).

"Per me quelli che erano terzini possono benissimo giocare sia da terzi che da quinti", si sente nel video di qualche giorno fa. Con umiltà e con la certezza di non aver ragione - dato che l'allenatore qualificato, con una carriera da giocatore alle spalle e un percorso di studi tecnici con tanto di tesi superato, è lui e non siamo noi - abbiamo qualche dubbio su questo. Un terzino nella terza età calcistica, absit iniuria verbis, come Biraghi, ha difficoltà sia ad agire da quinto (quindi a fare tutto il campo in verticale svariate volte senza un'ala davanti), sia a fare il terzo, con meccanismi di marcatura e di difesa dell'area di rigore totalmente nuovi. Djuric ci si è baloccato sul primo gol, Maldini gli andava via come un coniglio. A gennaio arriverà Valentini, ma fino ad allora Biraghi rischia di essere veramente la riserva di Ranieri e la riserva di Gosens (e Parisi) allo stesso tempo.


Il 9 c'è

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Menomale che la scelta sull'attaccante, quel Moise Kean che Palladino voleva anche quando allenava proprio il Monza, pare essere davvero azzeccata. Questi stessi polpastrelli, al momento dell'acquisto, lo hanno giudicato strapagato: è vero, perché un giocatore in scadenza, con zero gol in stagione e con un infortunio recentissimo che ha fatto saltare l'ultimo trasferimento all'Atletico Madrid non può costare tra i 13 (sicuri) e i 18 (bonus, speriamo di attivarli tutti) milioni di euro. Può dimostrare poi di valerne anche di più, ma non può costarli, è una cifra altissima. Per fortuna che adesso, con un ruolo di primo piano, primissimo visto che non ha un vice, può liberare tutta la sua esuberanza e sentirsi protagonista assoluto. Speriamo che vada avanti così, che stia bene fisicamente e che nel frattempo dietro di lui tutti facciano progressi, già a partire dalla sosta che inizia domani: all'orizzonte c'è l'Atalanta...

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