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Quello che potevamo aspettarci dalla Fiorentina

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A Parma si è vista una Fiorentina ancora in costruzione. Palladino ha bisogno di tempo... e di altri rinforzi. Il commento del nostro vicedirettore
Simone Bargellini Vice direttore 

Sentenze no, indicazioni sì. E - per quanto mi riguarda - ben poche sorprese. Il pareggio (sofferto) di Parma che ha inaugurato il nuovo corso targato Palladino non è da buttare ma ha evidenziato tanti aspetti figli del mercato fatto fino ad oggi dalla Fiorentina. Sia chiaro, è solo una partita e qualche difficoltà iniziale è fisiologica. Il nuovo allenatore ha bisogno di tempo e fiducia, così come servirà tempo ad alcuni dei giocatori su cui si è scelto di puntare forte. Scelte interessanti, ma anche scommesse da valutare nel medio termine. A partire dall'attacco.

Un attacco da "coltivare"

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Un nome su tutti: Moise Kean. Come spesso accade si è passati rapidamente dallo scetticismo all'entusiasmo, dopo qualche buona amichevole. La realtà è che l'ex Juve non è quel "grande centravanti" promesso da Pradè, l'uomo che pronti-via ti può garantire di fare reparto e soprattutto gol. Attenzione, le potenzialità per diventarlo ci sono, però c'è del lavoro da fare, in primis sulla testa, per fargli trovare consapevolezza e convinzione sotto porta. Discorso che, in parte, vale anche per Colpani: a Monza ha fatto bene, ma con discontinuità, è ancora in mezzo al percorso che potrebbe (speriamo) portarlo a diventare uno che fa la differenza. Il salto di qualità lo ha fatto invece Gudmundsson che, sulla carta, è l'uomo che può accendere il reparto d'attacco della Fiorentina. Per il resto non ci sono grandi certezze e, pur col massimo rispetto per Kouamè, Sottil e Beltran, manca ancora qualcosa a livello di alternative. Tutte cose che si sapevano prima di ieri.


Difesa e centrocampo da completare

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Si conoscevano anche le lacune in difesa. Che lo "scambio alla pari" Pongracic-Milenkovic fosse un upgrade era ed è tutto da dimostrare (al di là del brutto esordio del croato), inoltre c'è una coperta palesemente corta. Bene, anzi benissimo, se c'è la convinzione di lanciare Comuzzo, ok le soluzioni creative di Biraghi e Kayode braccetti, ma serve come minimo un'altra pedina di livello come ha fatto capire Palladino nel post gara. E che dire del centrocampo, il tasto forse più dolente del mercato viola fin qui (sapendo da mesi di rinunciare a 4-5 giocatori)? Ci si è ritrovati ad aggrapparsi ad Amrabat che con pochissimi allenamenti nelle gambe non poteva che essere in deficit di condizione. Dal marocchino e dai primi segnali del suo connazionale Richardson dipenderanno le prossime strategie per la mediana. Insomma il mercato è ancora incompleto - come del resto quello di molti altri club - e la speranza è che la Fiorentina riesca a chiudere il cerchio consegnando a Palladino una squadra più forte di quella dell'anno scorso.

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