Se la Fiorentina si è qualificata ai quarti di Coppa Italia, una parte del merito va attribuita a Nzola. Un gol, il suo, tanto inaspettato quanto bello
Fiorentina, dall'Inferno al Purgatorio. Il Paradiso può attendere
Un lampo inatteso, imprevedibile. Doveva lanciare un segnale. Detto, fatto. C’è ancora vita sul pianeta Nzola. La premessa è d’obbligo. L’ex Spezia non era un brocco prima del gol segnato al Parma. Ma allo stesso tempo è vietato considerarlo adesso il nuovo Van Basten. Mantenere l’equilibrio - ingrediente sempre più raro nella vita e nel calcio - è doveroso.
Se la Fiorentina si è qualificata ai quarti di Coppa Italia (con una buona dose di fortuna, inutile girarci attorno), una parte del merito va attribuita senza dubbio a Nzola, bravo ad accorciare le distanze all’83’. Un gol, quello dell’1-2, tanto inaspettato quanto bello. Il Parma sembrava in pieno controllo della partita. Le gare, però, vanno chiuse. La formazione emiliana si è ammirata troppo allo specchio ed è stata punita quando meno se l’aspettava. Un po’ come successo al Milan contro il Lecce.
La rete di Nzola ha ridato vita ai suoi compagni e ai tifosi. L’encefalogramma viola, fino a quel momento piatto, ha avuto un sussulto. Sarebbe sbagliato, poi, non sottolineare la bellezza del gol. E’ vero, Coulibaly ha allentato - per fortuna - la marcatura distanziandosi di almeno mezzo metro dall’attaccante gigliato. Mbala, però, è stato scaltro e veloce a stoppare il pallone, a girarsi e a insaccarlo alle spalle dell’incolpevole Corvi.
Si badi bene, non è tutto oro quel che luccica. Anche contro il Parma gli errori di Nzola sono stati tanti, a partire dal controllo sbagliato nel secondo tempo. Una rondine non fa primavera, la controprova è attesa domenica sera all’Olimpico nella tana di José Mourinho, ennesimo test di maturità per la Fiorentina. Scenario ideale per dare continuità al gol di coppa.
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