Lo scudetto "on fire" e la minestra riscaldata, un eventuale ritorno di Pioli alla Fiorentina avrebbe pro e contro

Lo diciamo subito, è solo una delle ipotesi. In una fase ancora di valutazioni, in attesa che il domino delle panchine muova le prime pedine: Juventus, Napoli, Bologna, forse Atalanta e poi Fiorentina. Sono tante le piazze in odore di rinnovamento. E tra i papabili ad oggi per il dopo Italiano spunta (citato da Enzo Bucchioni nel suo editoriale) il nome di Stefano Pioli. Uno che a Firenze non ha bisogno di presentazioni, dopo le 6 stagioni in maglia viola da calciatore (1989-1995) e poi le due - incomplete - da allenatore (2017-2019). E se tornasse per la terza volta?

PIOLI-FIORENTINA, I PRO

Rispetto alle ipotesi Palladino o Aquilani, Stefano Pioli sarebbe un profilo di maggiore esperienza e reduce da un'avventura al Milan che l'ha portato al top della sua carriera vincendo uno scudetto quasi miracoloso. Pioli sa come si lavora anche col doppio impegno ed è abituatissimo, ormai, a lavorare sotto pressione. Questa stagione, da questo punto di vista, l'ha messo a dura prova con una contestazione dei tifosi che è stata quasi costante, anche se alla fine è arrivato un secondo posto in campionato. In totale nelle sue 4 stagioni e mezzo in rossonero: un sesto posto al primo anno da subentrante, un primo e due secondi posti, una semifinale di Champions. Tanta roba. E rispetto ad Italiano potrebbe esserci anche una discreta continuità tecnica, visto che al Milan Pioli ha sviluppato una mentalità molto offensiva, alternando il 4-3-3 al 4-2-3-1.
Pioli

PIOLI-FIORENTINA, I CONTRO

Il motivo principale è uno: Pioli sarebbe una minestra riscaldata. L'ennesima. E gli ultimi esempi, da questo punto di vista, sono tutt'altro che incoraggianti. Montella, Prandelli, lo stesso Iachini, nella loro seconda avventura hanno fatto male. E molto si potrebbe discutere anche su Corvino, Pradè e i loro ritorni. Tra l'altro la prima esperienza di Pioli come allenatore della Fiorentina aveva già dato adito a molte critiche che, in parte, contribuirono anche alle sue dimissioni "indotte" che furono accolte positivamente da una parte della tifoseria. Poi i risultati disastrosi di Montella - che gli subentrò - e le difficoltà delle stagioni successive, fecero rivalutare a molti il suo lavoro col senno di poi. Un rischio concreto anche quest'anno.

Pioli

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