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Piccoli, scatta l’ora X: tre motivi per cui fidarsi ancora è indispensabile

Niccolò Ghinassi
Niccolò Ghinassi Redattore 
L'ex Cagliari non ha certo brillato sinora in questa stagione, ma in un momento delicatissimo per il destino dei viola è chiamato ad alzare l'asticella, non solo per la classifica ma anche per lo stesso futuro dei gigliati.

Un giorno alla sfida-salvezza, nonché crocevia della stagione viola, tra Fiorentina e Cremonese. Un giorno nel quale dovranno essere sciolti soprattutto dei nodi importanti per quanto riguarda la formazione che Paolo Vanoli dovrà schierare allo Zini. Uno su tutti: Kean sì o Kean no? Decisiva sarà la rifinitura di oggi, ma la sensazione è che il bomber viola non partirà titolare contro i lombardi, e che, nonostante il programma personalizzato di allenamenti, il fastidio alla tibia non sia completamente rientrato. Motivo per cui, allora, resta fondamentale in questo momento della stagione l'apporto dell'altra punta gigliata, quella da cui tutti ci si aspettava un qualcosa di più: Roberto Piccoli. Per lui, adesso, scatta davvero l'ora X, ed in questo finale di stagione risulta imprescindibile per Vanoli e per i tifosi viola fidarsi dell'ex Cagliari, anche, in realtà, per tutta un'altra serie di motivazioni. Ne segnaliamo almeno tre.

Un acquisto esoso

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Prima motivazione: il prezzo. 25 milioni + 2 di bonus sono la condizione per la quale i sardi hanno lasciato partire il loro bomber in estate. 27 milioni di motivi, quindi, per la Fiorentina per credere ancora nel giocatore, il quale ha firmato in estate un contratto fino al 2030. Anche perché il 10% della futura rivendita andrebbe comunque nelle casse del Cagliari, e l'attuale stagione dell'attaccante non ha fatto certo lievitare il prezzo del suo cartellino, con la Fiorentina che lasciandolo partire nei prossimi mesi andrebbe quindi molto probabilmente in larga perdita. L'ingaggio di Piccoli, poi, è di circa 1,6 milioni di euro, ed i viola dopo nemmeno un anno dall'approdo del centravanti a Firenze hanno ancora l'obbligo di giustificare tale spesa e di credere in uno degli acquisti più costosi della loro storia.

Il futuro di Kean e il difficile rimpiazzo

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Altro tema: cosa farà Kean a luglio? Non è un mistero, infatti, che il Milan e Massimiliano Allegri siano più che interessati al centravanti gigliato. Su di lui, al momento, pende una clausola da 62 milioni di euro, troppi forse per questa stagione (nella scorsa la cifra avrebbe meritato ben più alti traguardi visto il mercato di oggigiorno). I rossoneri potrebbero quindi attendere i primi 15 giorni di luglio per fare un'altra offerta oppure mettere sul piatto cash più un altro attaccante. Si parla in questo caso del classe 2008, in forza al momento al Lecce, Francesco Camarda. Giovane rampante, certo, ma sicuramente non l'attaccante dirompente che la Fiorentina necessiterebbe in caso di partenza di Kean. Senza contare, poi, che per prendere un tale profilo sul mercato di oggi (vedi Pellegrino del Parma ad esempio), l'esborso economico sarebbe molto gravoso (sempre Pellegrino, ad esempio, vale già 30 milioni circa). Ecco che allora, a maggior ragione, torna fondamentale la crescita di un attaccante già presente nella rosa gigliata, il quale era stato preso, tra l'altro, anche in questa prospettiva, ovvero in vista di una futura partenza di Moise Kean: Roberto Piccoli, appunto.

L'ennnesima chance ed il possibile cambio di assetto

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Ultima motivazione: le ragioni di campo. Cremona può essere un'altra, l'ennesima opportunità per l'ex Cagliari. Kean non è al meglio e difficilmente prenderà parte dall'inizio (o anche in panchina) alla trasferta lombarda, con Piccoli che deve imprescindibilmente essere un fattore quindi domani allo Zini. Piccoli che dovrebbe essere supportato da Parisi e Gudmundsson, e che, seppur in vesti non scintillanti, con ai lati un giocatore di fantasia ed uno di gamba ha messo in campo prestazioni forse più convincenti rispetto a quando ha dovuto coabitare con Kean. E proprio questo potrebbe essere un tema. Il giocatore è stato provato nei vari 3-5-2, 4-1-4-1, 4-3-3. Ma se invece la Fiorentina pensasse in futuro di mettergli a rimorchio due trequartisti a supporto con un centrocampo a 3? Un 4-3-2-1, per intenderci, nel quale forse il classe 2001 potrebbe essere maggiormente stimolato dalla fantasia sulla trequarti. Oppure, andando a lavorare ulteriormente sugli esterni nel mercato estivo, Piccoli potrebbe essere impiegato in un 4-3-3 puro dove fungerebbe da riferimento e torre. Nel frattempo, la traversa rimediata in Conference con il Rakow, dopo un'azione di rabbia, volontà e grinta che lo ha visto finalmente lottare come dovrebbe, reclama ancora vendetta, con l'ex Cagliari che adesso, nel momento quasi decisivo della stagione, deve a tutti i costi mettersi sulle spalle l'attacco viola. Non solo di oggi, ma anche quello del futuro.