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Paratici rilancia il progetto Fiorentina Under 23: è la volta buona? I prossimi passi
«Ho firmato un contratto lungo perché voglio vedere dieci ragazzi cresciuti qui dentro arrivare in prima squadra, e altri diventare comunque professionisti. La Fiorentina punterà sulla Under 23? Deve farlo, col Viola Park. E deve svilupparsi in ogni possibile direzione». Con queste parole al Corriere della Sera, il direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici, ha ufficialmente rilanciato il progetto seconda squadra della Fiorentina.
La Fiorentina, fin dai tempi della gestione Della Valle, è stata tra le principali fautrici dell'introduzione delle seconde squadre. A più riprese l'allora responsabile del settore giovanile Vincenzo Vergine, così come Mencucci e Corvino, si erano espressi favorevolmente sul progetto, passando poi il testimone a Joe Barone con il cambio di proprietà e l'avvento di Commisso.
"Era il primo punto in agenda, lo avremmo voluto assolutamente fare, anche bypassando problemi seri di stadio all'inizio, ma è un lavoro grande e dopo quello che è successo non c'è stata l'energia o il pensiero di portare avanti l'idea", raccontò Pradè nel giugno 2024, facendo riferimento alla morte dello stesso Barone come evento spartiacque nel mettere in soffitta il progetto. A conti fatti, è almeno dal 2018 che si parla della seconda squadra della Fiorentina, ma, pur cambiando proprietà e dirigenti, non si è mai passati dalle parole ai fatti.
Sul tema, internamente alla dirigenza viola forse esistono due visioni, non necessariamente antitetiche. Da un lato Paratici, dall'altro il Valentino Angeloni-pensiero.
«È qualcosa di positivo, ma non ho una certezza. Ci sono dei pro e dei contro, come rimanere in un ambiente familiare e anche che però non conoscono quel che c’è fuori. Se abbiamo coraggio e volontà, i ragazzi ce li abbiamo. Con l’arrivo del direttore Paratici l’U23 sarà argomento di analisi. Se i risultati però sono stati questi, forse la Fiorentina può dire che l’U23 non serviva: ci sono dati oggettivi, non chiacchiere», il punto di vista del responsabile del settore giovanile gigliato a Sportitalia.
Gli esempi portati? «Fortini ha fatto la B ed è tornato, Harder, Rubino, Martinelli e Lucchesi sono in B, Amatucci al Las Palmas. ché non può riuscire a qualcun altro? Kayode ha vinto l’Europeo U19 e ha esordito con Italiano in Serie A. Era pronto? No, ma è normale a 19 anni, ma gli ha dato fiducia», la sua posizione.
In caso di vacanza di organico del campionato, determinatasi all’esito delle procedure di rilascio delle Licenze Nazionali per l’ammissione al relativo campionato o determinatasi a seguito di provvedimento di revoca o di decadenza dalla affiliazione, l’integrazione dell’organico con le Seconde Squadre delle Società di Serie A avverrà, con apposita delibera della F.I.G.C., secondo tre criteri:
Le società di Serie A interessate all'iscrizione della seconda squadre dovranno presentare la domanda completa entro i termini prefissati, nella quale dovrà essere indicato anche l'impianto dove giocare le gare interne.
Dal regolamento per la stagione 2025/2026:
La seconda squadra potrà inserire nella distinta di gara fino a 26 calciatori. Nella distinta di gara potranno essere inseriti soltanto 4 calciatori nati prima del 1° gennaio 2003; tutti gli altri calciatori della distinta di gara dovranno essere nati dopo il 31 dicembre 2002. Nella distinta di gara, nel rispetto dei limiti numerici e di età sopra individuati, potranno essere inseriti fino ad un massimo di 7 calciatori che siano stati tesserati in una società di calcio affiliata alla FIGC per meno di sette stagioni sportive. Tutti gli altri calciatori della distinta di gara dovranno essere stati tesserati in una società di calcio affiliata alla FIGC per almeno sette stagioni sportive. I calciatori inseriti nella distinta di gara non dovranno essere presenti nell’elenco dei 25 calciatori per il Campionato di Serie A, né dovranno aver disputato più di 50 gare nel Campionato di Serie A.
Dal particolare al generale, è consentito inserire fino a 4 fuoriquota over 23, ma questi non devono aver disputato più di 50 partite in Serie A né essere nella lista dei 25 della prima squadra. Almeno 16 giocatori devono essere formati in Italia, cioè tesserati con una società FIGC per almeno sette stagioni sportive. Rispettando i limiti di età e di presenze, c'è flessibilità nei passaggi tra prima squadra e Under 23.
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