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Vanoli ritrova il Torino: da Italiano a… Bellanova, i motivi dell’addio burrascoso

Tommaso Ormini
L’arrivo di Paratici riaccende l’entusiasmo, ma contro il Torino per l'ex Vanoli contano solo i punti: al Franchi sfida chiave per la salvezza.

L’arrivo di Fabio Paratici a Firenze ha riacceso qualcosa che oramai sembrava spento. Non solo entusiasmo, ma una sensazione più sottile e forse più importante: la speranza che la salvezza non sia un miraggio, ma un obiettivo ancora alla portata. La piazza viola ha ritrovato un riferimento, una figura capace di restituire prospettiva a una stagione complicata, segnata da pochissimi alti e troppi bassi. Ma se l’entusiasmo può aiutare, non basta. Perché ora, al netto delle parole e delle aspettative, conta solo il campo. E la Fiorentina si trova davanti a uno snodo delicatissimo del suo campionato.

Al Franchi arriva il Torino di Marco Baroni, squadra solida, compatta, abituata a vivere partite sporche e a trarne vantaggio, ma anche incline a prendere imbarcate nella giornata storta. Un avversario tutt'altro che comodo: esattamente il tipo di sfida che oggi misura il reale spessore di una squadra in difficoltà. In mezzo c’è Paolo Vanoli, chiamato ad affrontare il suo passato senza farsi distrarre dai ricordi. Perché stasera non c’è spazio per la nostalgia né per i rimpianti: la classifica impone concretezza, lucidità, fame di punti.

L'addio al Toro

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Vanoli, per cui Cairo ha pagato a fatica 800mila euro di clausola per liberarlo dal Venezia, non era la prima scelta del presidente granata, che avrebbe puntato volentieri su Vincenzo Italiano prima che si accasasse al Bologna. Un amore che non è mai sbocciato tra i due, anche perché Cairo ha sempre ritenuto - anche se non lo ha mai espresso nelle sue dichiarazioni - Vanoli responsabile della scoppio della contestazione del fine agosto scorso. Per l’editore sono state le parole di Vanoli in conferenza stampa sulla cessione di Bellanova ("Venduto a mia insaputa, non sono d'accordo") ad accendere la miccia dei tifosi. In fin dei conti, la stagione 2024/25 del Torino, viziata dal grave infortunio di Zapata e passata attraverso una metamorfosi invernale simile a quella della Fiorentina quest'anno, non è stata malvagia. Ma 4 sconfitte e 1 pari nelle ultime 5 partite e il feeling scarso con la proprietà hanno determinato l'interruzione del rapporto con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto.

Come arrivano le squadre

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Dal punto di vista del momento di forma, la Fiorentina si presenta a questa gara con un misto di risultati che raccontano luci e ombre. Nell’ultima giornata di Serie A, i viola hanno ceduto 2-1 in trasferta contro il Napoli, una sconfitta che però è arrivata dopo una prova di carattere, nonostante l’avversario fosse di alto profilo. Per il Torino, invece, la forma recente porta segnali più stabili dal punto di vista dei risultati. Pur non attraversando un periodo scintillante, i granata sono riusciti a strappare una vittoria importante per 1-0 contro il Lecce, prendendo punti importanti per la salvezza.

In questo contesto, Fiorentina-Torino diventa qualcosa di più di una semplice partita di campionato. È una sfida che misura il presente e indirizza il futuro, un test di maturità in cui servono risposte immediate. Per Paolo Vanoli non contano le emozioni del passato né il contesto che accompagna la gara: contano solo i novanta minuti e i punti in palio. Perché la speranza può riaccendersi, l’entusiasmo può aiutare, ma alla fine è sempre il campo il giudice finale