Dall'annuncio del rinnovo alle dichiarazioni di Pradè. Una sola domanda: che è successo?

Astori Bove

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Qualcuno una volta disse che nulla si crea e nulla si distrugge ma che tutto si trasforma. Qualcun altro, più di un millennio prima, disse, nella formulazione del suo Panta Rei, che la realtà è in continuo mutamento e non è mai la stessa ogni volta che la osserviamo. Trasformazioni e mutamenti che possono essere anche estremamente repentini. A Firenze, negli ultimi sei giorni, ce ne siamo accorti.

Il rinnovo di Palladino arrivato mercoledì scorso ha stupito un po' tutti. Non solo perché è arrivato a stagione in corso e all'insaputa di tutti, ma anche per i dubbi che, almeno una parte della piazza, ha più o meno sempre nutrito per questo allenatore. Nonostante questo, la scelta del club è stata presa con forza e la fiducia nei confronti di Palladino è stata rinnovata nero su bianco. Da quel mercoledì ad oggi sono passati sei giorni e viene da chiedersi come si sia passati da un attestato di fiducia incondizionata a dichiarazioni (non le prime stagionali) in cui si mette sul banco degli imputati in maniera per nulla velata il lavoro dell'allenatore.

Palladino grafica applauso

Due sole partite possono davvero aver fatto cambiare i giudizi all'interno della società? Anche perché l'annuncio è arrivato alla vigilia di una sfida difficilissima (che la Fiorentina comunque ha vinto nei 90') e coi viola all'ottavo posto in classifica. La sensazione diffusa (che può anche essere sbagliata) è che ci sia stato un cortocircuito ai piani alti del Viola Park. Per quale motivo, se la necessità era quella di riflettere, si è deciso di fare una scelta così forte con la stagione ancora in bilico? E per citare Loretta Goggi, che fretta c'era? Il rinnovo non è frutto di una trattativa con l'allenatore ma di aver semplicemente fatto scattare una clausola presente nel suo contratto. Liberissimo il club di farlo nei modi e nei tempi che riteneva più opportuni, ma se non c'era totale certezza del lavoro del tecnico, perché non attendere la fine della stagione?

Un rinnovo, due partite e mille contraddizioni, nell'attesa che qualcuno faccia definitivamente chiarezza. Nel frattempo resta una Fiorentina che avrebbe dovuto essere ambiziosa ma che oggi rischia di terminare una stagione all'esatto opposto. D'altronde tutto è soggetto a un continuo mutamento, disse qualcuno un po' di tempo fa.

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