Adli, Bove, Cataldi, Gosens. Quattro giocatori arrivati con la rivoluzione estiva viola, quattro giocatori che oggi sono pedine fondamentali dello scacchiere tattico di Raffaele Palladino. I primi tre sono diventati il motore che in mezzo al campo guida la nuova Fiorentina, il tedesco ha sacrificato volentieri parte della sua propulsione offensiva per mettersi brillantemente al servizio dei compagni. Giocatori totalmente diversi, ma con una cosa in comune: sono tutti arrivati nelle ultimissime ore di mercato. E da qui parte il nostro gigantesco What if.


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T’immagini se fossero arrivati tutti a metà luglio?
La Fiorentina, come da ammissione dello stesso Palladino, ha fatto una fatica tremenda a trovare sé stessa nelle prime settimane della stagione. E sembra passato quasi un secolo da gare come quelle con Monza, Venezia o Puskas Akademia. Serviva trovare armonia ed equilibri, grazie anche all'ottimo lavoro del tecnico. Soprattutto, serviva che la rosa fosse completata. E così è stato, seppur nella parte finale della sessione estiva. Oggi la Fiorentina vola, banchetta su squadre molto più attrezzate come la Roma e ha acquistato forza e consapevolezza in un campionato in cui sa di poter recitare un ruolo da protagonista. Tutto questo grazie anche ai giocatori che abbiamo citato poco fa, che dopo un periodo di adattamento stanno trascinando la Fiorentina a suon di prestazioni. Ma dove sarebbe oggi la Fiorentina se avesse potuto lavorare col gruppo al completo già da metà luglio?
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Sgomberiamo il campo da dubbi. Il mercato vive di dinamiche tutte sue ed è, soprattutto, estremamente volubile. E ciò che fino a un momento prima sembrava proibitivo, improvvisamente si trasforma in una pista percorribile, e di solito questo accade sempre nelle ultimissime ore. Quindi Bove arriva con un riscatto da 10 milioni, ma magari fino a una settimana prima la Roma di milioni ne chiedeva 20, per esempio. Quindi questi quattro giocatori arrivano negli ultimi giorni di mercato perché non c’era modo di farli arrivare prima.
Ma che classifica avrebbe avuto oggi la Fiorentina se nelle prime uscite stagionali si fosse presentata la macchina ben collaudata che stiamo vedendo ultimamente? Uno What if che non troverà mai risposta ma che fa guardare con un pizzico di rimpianto alle prime partite stagionali. Senza pensarci troppo, perché sappiamo benissimo di chi sono patrimonio i se e i ma. Intanto Firenze si gode una Fiorentina che vola, dopo essere partita anche con un piccolo handicap.
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