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Salvezza, cadono tutte: in Friuli chance d’oro. Come l’Udinese può mettersi di traverso

Matteo Torniai Redattore 

Sul piano tattico, i dati raccontano una sfida più complessa di quanto suggerisca il momento. L’Udinese è una squadra fisica (quinta per duelli aerei vinti) e aggressiva (seconda per falli commessi in casa), ma concede qualcosa sui piazzati, fondamentale dove la Fiorentina può colpire. Non ama riempire l’area con cross (16ª per traversoni), preferendo invece sviluppare centralmente: il 67% dei tiri nasce da lì.

Attenzione però alla fascia sinistra dell’attacco friulano: è la zona da cui partono più conclusioni casalinghe dopo il  Sassuolo. Qui si allargano spesso Atta ed Ekkelenkamp, e qui potrebbe muoversi Davis, mancino naturale. Un dettaglio non banale, visto che la Fiorentina dovrà fare a meno di Dodò: al suo posto ci sarà probabilmente Fortini, già in difficoltà in quella posizione nell’ultima uscita europea contro lo Jagiellonia.

Altro tema chiave: il tiro da fuori. L’Udinese è la squadra che in casa conclude di più dalla distanza (46% dei tentativi), mentre la Fiorentina in trasferta tende a concedere troppe conclusioni in area. Servirà equilibrio: uscire forte sulle mezzali senza scoprire il cuore della difesa, dove sono nate molte delle difficoltà stagionali. In fase offensiva, la partita si preannuncia fisica e frammentata. L’Udinese intercetta molto e fa tanti falli tra le mura amiche (risultando seconda in entrambe le statistiche), mentre la Fiorentina è la squadra che lontano da casa ne subisce di più. Questo può spezzare il ritmo ma anche creare situazioni pericolose su palla inattiva.

Il copione tattico sembra scritto: linea friulana bassa, possesso ai viola. L’Udinese non brilla in contropiede (13ª per transizioni realizzate) e difficilmente attaccherà in massa. Toccherà quindi alla Fiorentina migliorare nelle combinazioni strette per scardinare il blocco. Il dato più eloquente resta l’xG: in trasferta i viola hanno un differenziale negativo di -6.95. In altre parole, all’appello mancano quasi sette gol rispetto alle occasioni create. Segno che la produzione c’è, ma l’efficacia no.

Ecco perché quella di Udine non è solo una partita: è una prova di maturità. Con la salvezza che passa anche dalla capacità di trasformare le occasioni in punti, proprio quando il campionato offre un assist che non capita spesso.

Statistiche e dati di Whoscored.com

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