Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa quinta puntata la nostra redazione ha contattato Alessandro Sisto, presidente del Viola Club New York, nato nel 1990, attualmente con 80 soci e un picco di 110 soci quando arrivò Rocco Commisso alla guida della Fiorentina.
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Pres. Viola Club NY: “Da New York al Franchi, Joe Barone e la giacca e cravatta a 38°”
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“La situazione attuale fa molta paura. All’inizio della stagione non avrei mai immaginato una situazione del genere. Per quanto riguarda la prima parte di campionato penso che si tratti di una serie di reazioni a catena dopo l’addio di Palladino perché, che piacesse o meno, credo che avesse creato un gruppo forte. Con l’arrivo di Pioli probabilmente si è rotto qualcosa. Inoltre il centrocampo che avevamo lo scorso anno, Cataldi–Fagioli–Adli, era diverso, giocavamo molto bene in verticale e con i movimenti senza palla. Adesso va un po’ meglio, ma temo che manchi una personalità forte che possa unire tutti. Con mister Vanoli e i nuovi arrivi si vede un po’ di gioco in più, tuttavia le sconfitte o i pareggi, in particolare con le dirette concorrenti per la salvezza, fanno molta paura”.
Il ricordo più bello?
“A livello sportivo la famosa vittoria per 4-2 contro ‘lei’, la Juve: ero al Franchi, in Fiesole con un amico di New York e con i vecchi compagni del parterre. A livello personale anche quando Barone mi fece fare un giro al Viola Park con la famiglia l’estate prima che aprisse. Mio figlio era molto emozionato di essere lì e anche io. Passammo un’ora con Joe a chiacchierare di calcio, ma anche del più e del meno all’interno di quella struttura. Ricordo che c’erano 38 gradi e quando arrivammo lui ci venne a prendere e in giacca e cravatta ci fece fare tutto il giro! Joe Barone era fatto così”.
L’augurio per il centenario?
“Per il centenario mi auguro di essere in serie A e lottare per un titolo. Da architetto mi auguro uno stadio finito, o quasi, e una maglia che possa celebrare i nostri 100 anni!”
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