Giuseppe, mi perdoni se la chiamo così, ma lo ha chiesto lei, sicuramente avrà già capito che non sarà facile fare il presidente della Fiorentina.

esclusive
Paratici ha un budget per il mercato? Solo prestiti fuori forma come Disasi
In bocca al lupo, ovviamente, ma i fischi del Franchi li ha sentiti anche lei.
Firenze sta vivendo uno dei momenti più neri della sua quasi centenaria storia calcistica e da qui si deve necessariamente ripartire. L’eliminazione dalla coppa Italia agli ottavi brucia e infastidisce, era già successo un anno fa con Empoli. Oggi i problemi sono molto più grossi e complessi e questo credo sia chiarissimo un po’ a tutti.
Allora lo urlo per chi fatica ancora a capire: il rischio serie B resta altissimo.
Servono venti punti nelle sedici gare che restano e l’ultima parte della stagione è sempre più complicata e difficile dell’andata, molte volte imprevedibile. Quasi tutte le squadre hanno degli obiettivi, le grandi che all’inizio possono fare passi falsi, nel finale fra la Champions ed Europa League in ballo, danno sempre il meglio. Le piccole non mollano nulla per mentalità. Cose che sappiamo.
La mia sensazione, brutta, bruttissima, è che la squadra non l’abbia ancora capito, ma anche in società. Ci sono manager già pronti a vendere la salvezza come un grande successo. Non hanno capito nulla perchè non conoscono il calcio. La salvezza sarà durissima, lo ripeto. Basta vedere quante squadre nell’era dei tre punti si sono salvate con diciassette punti alla ventiduesima giornata. E poi leggete il calendario delle ultime cinque giornate, forse decisive per la Fiorentina. Anche contro il Como più dell’eliminazione mi ha dato fastidio l’assenza di rabbia e di cattiveria agonistica, l’atteggiamento. L’essere una squadra tecnicamente forte non garantisce niente, ricordatevelo.
Ma le perplessità si sono ampliate nel vedere finalmente dall’inizio gente come Harrison e Brescianini, due dei nuovi acquisti più attesi. Pure Solomon nell’ennesimo spezzone finale. Tutta gente brava arrivata per dare una bella mano in chiave salvezza e invece molto indietro fisicamente e per di più alla scoperta del nostro calcio come lo smarrito Harrison. Un po’ meglio Fabbian, ma c’è bisogno di trovargli un ruolo più suo. Ovviamente non mi meraviglio perchè questi giocatori, soprattutto i due stranieri, negli ultimi mesi hanno giocato pochissimo. Quasi niente.
Ora Radiomercato annuncia l’interessamento per il difensore francese Disasi, 28 anni, fuori dai radar del Chelsea da tempo immemorabile. Quest’anno non ha mai giocato, sono lontanissimi i tempi del suo essere nazionale francese pagato 45 milioni dai Blues. Uno così, una montagna, quanto ci vorrà a rimetterlo in forma, a fargli ritrovare il colpo d’occhio?
Ammesso e non concesso che la Viola riesca prenderlo.
Sono tutte operazioni con giocatori marginali, da rilanciare, prestiti che diventeranno altro in estate, ma a determinate condizioni.
E allora mi chiedo: Paratici ha un budget per fare mercato o lo deve fare a costo zero, ingegnandosi?
La Fiorentina deve salvarsi, lo ribadisco per chi non fosse connesso. E ogni gara che passa fa aumentare il rischio.
Dal mercato tutti si aspettavano giocatori pronti e veri, affari a inizio mese e invece siamo a cinque giorni dallo stop e le difficoltà sono evidenti. E’ vero, sono tutti elementi interessanti, ma problematici. La sensazione è che sarà difficile avere a breve un apporto concreto, ora è davvero chiaro il perchè Vanoli non ne abbia ancora schierato dall’inizio neppure uno. E un mese è passato…
La situazione più grave è quella del difensore. L’estate scorsa, forse sbagliando, ho dato 6,5 al mercato sottolineando però l’assenza di un leader in difesa. Il problema non è stato risolto neanche da Paratici e si continuano a prendere gol “da bischeri” come il primo col Como, tanto per essere franchi.
E’ logico aspettarsi molto da un dirigente come Paratici, la sua storia parla. Il problema è capire quanta autonomia e disponibilità economica abbia in questo mercato che è diventato fondamentale per la situazione drammatica di classifica.
Sono curioso di sentire cosa dirà Paratici il giorno della presentazione perchè il solo pensiero che possa avere come referente un direttore generale come Ferrari o che addirittura possa essere il suo “capo”, fa venire forti dubbi.
Ora tocca a Giuseppe informarsi, capire e intervenire prima per conquistare una complicata salvezza e poi per rilanciare. E’ quasi romantico che una bella famiglia come quella di Rocco Commisso voglia continuare il sogno del Patriarca e l’ho già scritto, sono sicuro che metteranno lo stesso amore e la stessa passione.
Però è evidente che calcisticamente parlando qualcosa non abbia funzionato. Su quel qualcosa il nuovo presidente dovrà intervenire perchè senza una società con manager forti, con gente di calcio in tutti i ruoli sarà dura cambiare rotta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

