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Merlo: “Quel Viareggio vinto con tanta gente che non stava sugli spalti. Oggi si gioca male”
Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa dodicesima puntata la nostra redazione ha contattato Claudio Merlo, il giocatore della Fiorentina con più titoli vinti, considerando anche il torneo di Viareggio, e il terzo giocatore della storia viola con più gare ufficiali giocate dietro Antognoni e Brizi. In sintesi: 1 scudetto nel 1969, 2 Coppe Italia (1966 e 1975), 1 Mitropa Cup (1966) e 1 Coppa di Lega Italo-Inglese (1975), 257 presenze e 19 reti in Serie A, per un totale di 365 presenze e 28 reti in gare ufficiali con la maglia viola. Con la Primavera vince il torneo di Viareggio nel 1966 (primo successo assoluto della Fiorentina) e l’anno seguente perde la finale ai supplementari contro il Bologna. Altre finali perse in Coppa delle Alpi (1970), Mitropa Cup (1972) e Torneo Anglo-Italiano (1973). È uno dei pochissimi giocatori della storia della Fiorentina, insieme a Brizi, De Sisti e Superchi, ad avere giocato, sempre in maglia viola, Coppa Campioni, Coppa delle Coppe, Coppa Uefa e Coppa delle Fiere. Merlo abita a Vicchio e parla sempre volentieri di Fiorentina, perché è un inevitabile moto di ricordi.
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?
“Penso che il momento attuale continui ad essere difficile nonostante gli ultimi risultati positivi. Del resto non ci aspettavamo questo tipo di campionato, dato che siamo ancora in lotta per la salvezza. Giochiamo male. Ultimamente ci siamo ripresi, però siamo ancora in alto mare”.
Il ricordo più bello?
“Ne dico due. Il primo è il Torneo di Viareggio nel 1966 quando la Fiorentina vinse la Finale allo Stadio dei Pini di Viareggio con 20mila spettatori, così tanti che non ci stavano sulle gradinate, così fu aperta anche la pista di atletica. Quel Torneo all’epoca era davvero un’importantissima ribalta internazionale a cui tutte le società tenevano. Era la Fiorentina yé–yé. In quegli anni il favorito era il Dukla Praga perché lo aveva già vinto ed era molto forte, invece vincemmo noi. E poi naturalmente il secondo Scudetto che abbiamo vinto grazie a un allenatore come Pesaola che ci caricava al 200 per cento”.
L’augurio per il centenario?
“Prima cosa che si risolva il prima possibile il problema dello stadio perché tutto sottosopra così è proprio brutto. Auguro poi ai tifosi viola di essere sempre vicini alla squadra, come fanno da sempre ma adesso lo devono fare ancora di più”.
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